Mons. Giglioli, vescovo
della Diocesi di Pienza, Chiusi, Montepulciano Durante la presentazione del libro "La Sindone. Storia di un enigma" svoltasi a Chianciano il 24 giugno vi è stato un interessante intervento di Mons. Giglioli Vescovo della Diocesi di Pienza-Chiusi-Montepulciano, noto biblista e studioso appassionato degli ultimi giorni della vita di Gesù: dall'ultima cena alla morte sul Calvario. Il Vescovo, infatti ha tenuto il suo discorso rifacendosi a degli studi approfonditi che egli ha eseguito anche sulla Sindone. Ecco in sintesi ciò che monsignor Giglioli ha detto: "Il giudizio che si può dare circa l'autenticità o meno della Sindone non mette ha rischio la fede, la quale ha il suo fondamento nella persona, nelle opere e nelle parole di Gesù. Perciò il problema va liberamente affrontato da esperti delle varie scienze con il metodo interdisciplinare. La verifica effettuata nel 1988 da tre laboratori di ricerca in base al solo criterio del Carbonio-14 avrebbe appurato che si tratta di un telo di età medievale. Ma contro l'affidabilità di quel metodo e la correttezza della sua concreta applicazione furono subito avanzate delle riserve anche da parte dell'arcivescovo di Torino che della Sindone è il custode e che aveva autorizzato quel tipo di verifica. Tuttavia una ricerca seria circa l'autenticità della Sindone non può ignorare le impressionanti coincidenze con quanto riferiscono della Passione di Cristo i quattro evangelisti. Si pensi in particolare, alla flagellazione, alla tumefazione del volto, alla ferita del chiodo nel polso, ai segni del "patibum" sulle spalle. Quando pubblicai le mie ricerche - continua Mons. Giglioli - sulla cronologia della settimana santa e mi trovai d'accordo con Annie Jaubert, che faceva risalire l'ultima cena al martedì invece che alla data liturgica del giovedì, mons. Giulio Ricci, grande studioso della Sindone, mi scrisse con entusiasmo che quello studio aveva fatto cadere l'ultima consistente obbiezione alla teoria della morte di Gesù per emopericardio. L'evangelista Giovanni, presente sul Calvario, testimonia, che dalla ferita del costato uscirono sangue e acqua. Questo vuol dire che si era già prodotta la decomposizione del sangue in globuli rossi e globuli bianchi e siero. Ma non sarebbero state sufficienti ha produrre quella decomposizione, nel sangue raccolto nel pericardio, le poche ore che vanno dalla notte del giovedì al primo pomeriggio di venerdì. Invece la cronologia lunga che fa risalire la crisi del Getsemani alla notte successiva al martedì, assegna un tempo più che sufficiente al detto fenomeno. E la Sindone, intorno alla ferita del costato, presenta distinte tracce di sangue e di siero. Gli auguri dei Sindaci e di Rosy Bindi al vescovo della Diocesi di Montepulciano, Chiusi e Pienza «Eccellenza, mi permetta di esprimerle con poche semplici parole la soddisfazione che provo, in questa ricorrenza dell'inizio del suo sacerdozio, nell'augurarle ancora lunghi e fecondi anni di ministero -ha detto Di Betto- é una soddisfazione che esprimo come cittadino e come rappresentante dei tredici comuni della Diocesi di cui Lei è il pastore. I rapporti tra società laica ed istituzioni ecclesiali fanno parte integrante della storia della Toscana e dell'Italia: diciamo pure, ne costituiscono uno degli assi portanti. E' un momento di grandi trasformazioni: la società sottoposta a tensioni così forti e laceranti da metterne continuamente in pericolo la stessa esistenza; l'accordo tra le due realtà laica e religiosa, pur nel rispetto delle specifiche aree d'azione, è fondamentale perchè le persone possano ancora guardare al futuro con ottimismo e fiducia: e siamo lieti di notare che tale accordo è nelle intenzioni di tutti. Anche nella nostra realtà locale, che nel suo piccolo rispecchia appieno il momento storico generale, tale unità d'intenti è perseguita da tutti con il massimo sforzo e, direi, nel solco di un'antica tradizione, in modo pressochè spontaneo il compito di un pastore d'anime è quello di occuparsi del loro benessere spirituale: così il compito dei rappresentanti liberamente eletti dai cittadini al governo locale è la risposta i loro immediati bisogni quotidiani, a livello materiale, ma anche culturale e morale. Mi permetta quindi, Eccellenza, di sottolineare questa stretta vicinanza di compiti tra noi sindaci e il suo ministero pastorale: gli auguri che le porgo sono in realt auguri che faccio anche a me stesso e ai colleghi della sua, e nostra, Diocesi. Diocesi che ci auguriamo possa vedere ancora molti altri secoli di vita, finchè esisterà una zona come la nostra che, al di là di contingenti divisioni amministrative, mostra nella sua storia una singolare unità e omogeneità di caratteristiche; speriamo che malintese pretese di razionalizzazione territoriale ci risparmino certi esperimenti di artificiose unioni che in altri territotori, anche vicini, hanno già mostrato i loro limiti. Eccellenza, -ha concluso Di Betto- mi permetta solo di offrirle a nome del Comune poliziano e di tutti gli altri Abbadia, Radicofani, S. Giovanni, Trequanda, Sinalunga, Chiusi, Chianciano, Torrita, Sarteano, Pienza, S. Casciano, Cetona, questa casula, realizzata da due esponenti del nostro mondo artigianale, Annamaria Nocchi per il taglio e cucito e Emanuele Rossi per la decorazione: gli stemmi dei comuni che vi sono raffigurati rammenteranno semrpe questa Diocesi e la sua realtà e unità. Era presente alla cerimonia, in forma privata l'on. Rosy Bindi ministro della Sanità, legata profondamente alla figura del nostro presule, che nel ringraziare e nel chiudere il discorso ha parlato di una chiesa che deve sempre essere vicina alla gente. Un momento solenne della cerimonia in cattedrale a Montepulciano per onorare i cinquant'anni di sacerdozio insieme a lui, altri sacerdoti della diocesi che festeggiano i loro cinquant'anni di fede sacerdotale. Sullo sfondo i gonfaloni dei tredici comuni. |