La mostra del tartufo bianco di San Giovanni d’Asso

Siamo tornati volentieri a San Giovanni d’Asso, in uno dei comuni più piccoli d’Italia ed in uno dei più caratteristici del senese che ormai da qualche anno, per iniziativa del suo sindaco ancora in carica Roberto Cappelli, porta avanti la mostra del tartufo bianco che ha riscosso tanto successo.

Il premio a Tony Blair

E’ stato il console inglese a Firenze a ritirare, Domenica 15 Novembre, il tubero di San Giovanni in nome del primo ministro inglese Tony Blair che, nell’Aprile scorso, nel famoso Venerdì santo è riuscito a mettere insieme cattolici ed anglicani superando quel braccio di ferro che da decenni divideva il popolo irlandese. Il tartufo della pace ha acquistato un particolare valore ed è andato alle più significative figure di alto livello internazionale. Proprio il sindaco tiene a precisare che la mostra, alla sua tredicesima edizione, è riuscita ad acquistare una notorietà internazionale. Non è di Cappelli l’idea della valorizzazione del tartufo ma è stato lui a portare avanti l’iniziativa con risultati senza dubbio inattesi.

Tradizione, arte e tanta gente. Ma che prezzi!

Le celebrazioni annuali sono iniziate Domenica 8 Novembre con varie manifestazioni ma soprattutto con tanta gente. Infatti l’ambiente, il tartufo e l’incanto del castello, insieme ad altri prodotti tipici di questa terra, fanno da catalizzatore a tutta la zona. Tutto bene quindi per le adesioni del pubblico anche se, a pochi chilometri di distanza, il mercatino mensile delle Crete di Asciano ha tolto al tartufo una fetta del suo pubblico. L’organizzazione, come ha dichiarato il sindaco Roberto Cappelli in una breve intervista telefonica, ha cercato di modificare in meglio il programma arricchendolo di interessanti novità. Si è aperto al cinema, o meglio a filmati che avessero come tema il nostro territorio. Si è trattato di una rassegna, alla prima edizione, che quest'anno ha premiato lo spot commerciale che meglio ha saputo valorizzare, esaltare e non banalizzare il paesaggio toscano. Tra gli iscritti al concorso, la cui giuria è presieduta dal rettore del Santa Maria della Scala Omar Calabrese, ci sono alcune delle maggiori case automobilistiche italiane ed europee e di prodotti alimentari che vogliono puntare su un messaggio di qualità della vita e di rispetto per la natura. Il prossimo anno il premio sarà allargato anche alla categoria film. L’interesse è andato agli spot pubblicitari che ogni anno mettono in simbiosi ambiente e prodotti commerciali. Il primo premio è andato ad una marca automobilistica, la Land Rover, che ha presentato la sua nuova produzione esaltando in modo nuovo la terra della Val d’Orcia.

Poi nel castello sono state ospitate le foto storiche delle località e dei monumenti più significativi della provincia di Siena ma il passato e la cultura della tradizione ha avuto il suo successo con il corteo storico della Giostra di Simone a Montisi. Tanto pubblico presente, Domenica 8, ha potuto seguire con interesse la sfilata in costume che ricorda un episodio della storia locale risalente al Medioevo. La giostra vera e propria viene disputata, sempre con maggiore interesse, ai piedi del castello di Montisi nel mese di Giugno. Gli attori di questa gara sono tutti atleti di grande notorietà: il vincitore della giostra è lo stesso che, nell’Agosto scorso, si è aggiudicato la vittoria nella gara del Saracino di Arezzo.

Tartufo cercasi

Un problema che ha tenuto con il fiato sospeso gli organizzatori della mostra è la scarsità del prodotto, principe della festa, il tartufo bianco che, in questa stagione, ha dato forfait. Infatti se nella mostra c’è una nota stonata è proprio la scarsità del prodotto il cui prezzo è cresciuto inaspettatamente a £380.000 all’etto. È un anno nero, come da molte stagioni non avveniva, una penuria che non è facile spiegare. Ad Alba, la capitale del tartufo italiano, questo ricercatissimo tubero ha ugualmente fatto sentire la sua assenza ed anche lì i prezzi sono saliti alle stelle, oltre le 400.000 lire.

Artisti stranieri

Sheppard Craice, americano, che da alcuni anni ha scelto la campagna di San Giovanni come luogo per la sua residenza di lavoro, espone nella chiesa romanica di San Piero in Villore un tondo di notevoli dimensioni fatto tutto di intensissima luce quale raffigurazione del cielo. Anche un’altra pittrice, l’acquarellista Elisabetta Cocrane, espone nel castello le sue opere, tutte ispirate a soggetti locali, natura e monumenti.

Gastronomia alle stelle

San Giovanni ha voluto, in quest’occasione, dare il meglio di sé. Tutto il paese quindi ha fatto da contorno alla ricchezza del castello; tutte le attività imprenditoriali si sono mobilitate per offrire prodotti gastronomici di qualità ed anche oggetti d’antiquariato e artigianato. Tutto bene, ma attenti ai prezzi che hanno voluto fare concorrenza al tartufo.

[Emo Barcucci]