Cartolina Pirandelliana - Torna il teatro in Val d'Orcia

È sempre più stretto il legame che unisce il Teatro alla Val d’Orcia. La passione per il teatro caratterizza gli abitanti della Val d’Orcia come le lance dei cipressi e le rughe dei calanchi il suo territorio. Ha tradizioni antiche la volontà dei valdorciani di cacciare la monotonia di una vita un po’ solitaria attraverso la sua rappresentazione. Così nessuno sfugge all’attrazione fatale per il palcoscenico e le sue emozioni e, per coloro che il teatro già lo fanno altrove, la Val d’Orcia rappresenta una platea quasi ideale.

Ed il teatro ricambia la dedizione che gli è rivolta rendendo famosa una terra così magnanima, se ancora ce ne fosse bisogno per un paesaggio tanto ambito e fotografato. Così Monticchiello si divide tra la fierezza e lo stupore per la celebrità e il rispetto che gli ha donato l’autodramma del suo Teatro Povero. Mentre rifioriscono i teatri che una mano generosa ha seminato tanto numerosi su un fazzoletto di Toscana e in molti scoprono che andare a teatro e fare teatro è interessante come un buon libro, divertente come un film e caldo come una cena con cari e vecchi amici.

Tra i fatalmente attratti da tanta passione c’è Ugo de Vita, autore e attore romano, sbarcato a Radicofani per recitare le poesie vincitrici del premio "il falco della Vald’Orcia" e subito invitato ad esibirsi ancora e a preparare qualcosa di originale insieme ai cittadini del paese di Ghino di Tacco. Ne nasce nel Dicembre del 1997 una rappresentazione dell’opera del poeta Mario Luzi, amico e maestro di De Vita, "Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini" con 80 attori, Radicofani deserta e tutti i suoi abitanti ad assistere allo spettacolo.

Il gruppo teatrale frutto del sodalizio con Ugo de Vita si chiama "Alice in cerca di teatro" e la sua attività è proseguita con la rappresentazione di "Ghino di Tacco. Bandito gentiluomo" nell’estate del 1998 e con "Ghino e la sua terra" che Giovedì 14 Gennaio, verrà rappresentato a Roma al teatro Flaiano.

Siccome un gruppo di attori hanno innanzitutto bisogno di un palcoscenico, Radicofani ha saputo offrirne uno inconsueto ma affascinante: le scuderie della Villa medicea "la Posta" hanno assunto infatti le sembianze di un teatro.

Ugo De Vita ha fatto una promessa alla gente di Radicofani: tutte le anteprime dei miei spettacoli sono per voi. E la promessa l’ha mantenuta per la prima volta Sabato 9 Gennaio portando "Cartolina Pirandelliana" insieme a Massimo Bonetti., anch’egli romano e volto noto di cinema, televisione e teatro. "Cartolina Pirandelliana" sarà al Flaiano dal 16 Gennaio per tutto il mese e il 20 febbraio torna da queste parti con una rappresentazione al Poliziano di Montepulciano preceduta nel pomeriggio dalla messa in scena di "Ghino e la sua terra".

di Francesca Della Giovampaola


Marco Messeri porta il "Teatro piacevole" in Valdichiana

Ottobre 1998 Messeri saluta il pubblico di Montepulciano;
il Teatro Piacevole continuerà a Chiusi?

Marco Messeri lascia Montepulciano dove negli ultimi due anni aveva dato vita ad una rassegna, il Teatro Piacevole che ha riscosso un buon successo di pubblico. Messeri ha deciso di "passare la mano", per una serie di problemi organizzativi e burocratici che hanno ritardato la definizione del programma per la stagione 98-99 dal mese di maggio fino a questi giorni. Adesso - ha spiegato l'attore fiorentino - diventa davvero difficile organizzare la stagione sui quattro teatri come lo scorso anno. La rassegna dovrebbe comunque continuare al Teatro Comunale di Chiusi, grazie alla disponibilità del Sindaco e della Giunta che si sono prodigati per accelerare al massimo le pratiche burocratiche. Messeri, infine, vuole salutare il pubblico di Montepulciano rendendo pubblica una lettera che ha spedito all'assessore alla Cultura Fresta e a tutta la Giunta comunale di Montepulciano e che riportiamo integralmente.

"La parola 'incredibile' è quella che mi ronza nella testa quando penso a Montepulciano. E' incredibile la gioia che provo ad affacciarmi sulla piazza dalle finestrine della mia casa. E' incredibile l'incontro col sindaco mentre giravo un film e la nascita di un'idea: un cartellone di 'divertimento di qualità' che riportasse il pubblico al Teatro Poliziano. E' incredibile la fiducia che la Giunta e l'assessore alla Cultura mi hanno dato per intraprendere una rischiosa avventura da me chiamata 'Teatro Piacevole' e presa da me con entusiasmo ritagliandole un faticoso spazio tra i miei impegni di attore. E' incredibile il successo che questa avventura teatrale ha riscosso, la simpatia che il pubblico gli ha accordato, facendomi sentire sinceramente adottato dalla città. E' incredibile come alcuni sponsor subito ci abbiano dato una mano. E' incredibile il talento dei giovani che hanno frequentato i corsi di teatro. Insomma per me sono state due stagioni incredibili, incredibili,incredibili. Ora quest'anno per motivi tecnici amministrativi (di cui ahimè sono vittime le amministrazioni locali!) ci ritroviamo ad ottobre, cioè a stagione teatrale già inoltrata ancora a dover decidere sul cartellone del Poliziano, e io temo, essendo i calendari delle Compagnie primarie ormai già definiti, di non riuscire a riproporre una serie di spettacoli con la qualità degli anni passati. E per non rovinare tutto mi tiro indietro: il Teatro, come tutte le cose 'all'antica' ha il difetto di dover essere organizzato con molto anticipo. Mi dichiaro fin d'ora interessato a rispondere con un programma al vostro futuro invito per l'affidamento del Teatro nella stagione 1999/2000 e ringraziando ancora per il passato e augurando al nostro incontro un ancor più formidabile futuro, rimango sempre a vostra totale e allegra disposizione. Vi saluto."

[Marco Messeri]


Riportiamo, di seguito, una selezione di articoli usciti a proposito dell'edizione '97-'98 del Teatro Piacevole

Dalla Mandragola di Missiroli a Paolo Hendel e Paolo Poli:
Le riflessioni di Paolo Mei ed Emo Barcucci

Buon successo anche per l'edizione '97-'98 per gli spettacoli del "Teatro piacevole" del direttore artistico Marco Messeri.
Quest'anno dopo la fortunata edizione dell'anno scorso sono stati utilizzati ben quattro teatri. Si tratta di quelli di Chiusi, Torrita, Acquaviva di Montepulciano nonchè del Teatro Poliziano del capoluogo.Le compagnie hanno effettuato delle vere e proprie mini-turnèe con in tutto una trentina di spettacoli.

Messeri mantiene la promessa di salvare il teatro di provincia

Marco Messeri a fine ‘97 ha tracciato un bilancio del suo "Teatro piacevole" che, iniziato a Montepulciano un anno prima, ebbe un successo strepitoso quanto inatteso e con sette spettacoli richiamò tanto pubblico da riempire il Poliziano facendo gridare al miracolo. Messeri ha dato vita con maggiore entusiasmo alla seconda stagione del Teatro piacevole, coinvolgendo altri teatri della zona, veri gioielli d’arte, i Concordi di Acquaviva, gli Oscuri di Torrita ed il Mascagni di Chiusi. L’esperimento per continuare ha bisogno di pubblico più numeroso, come ha sostenuto l’intraprendente Messeri nella conferenza stampa di fine anno. “Un successo, ma che fatica; è difficile far quadrare i conti in teatri che ospitano da 250 ad un massimo di 450 spettatori, come nel caso di Montepulciano”. Scende nel dettaglio “Il 20 dicembre abbiamo fatto il pienone a Chiusi con Ernesto Calindri, ma siamo andati sotto di tre milioni e mezzo. Finirà che anche quest’anno lavoro gratis, speriamo che serva a smuovere la Fondazione del teatro o qualche altro sponsor”. La battaglia di Messeri è ardua e coraggiosa. Nei quattro teatri della zona presenta 27 spettacoli al vantaggioso prezzo di 25 mila lire a biglietto, quando in teatri vicini si pagano 40 mila lire. E' una iniziativa interessante, sostiene Marco Messeri, che serve a smuovere il sonnacchioso ambiente di provincia che nei mesi invernali sembra cadere in letargo; è una campagna di cultura che vuole ridurre le presenze passive di fronte alla TV. Riportare la gente a Teatro significa ridare vita ed entusiasmo. Messeri ha sperimentato con successo la via dello spettacolo leggero, proponendo personaggi noti del mondo televisivo e cinematografico: Athina Cenci, Alessandro Benvenuti, Paolo Poli, Heather Parisi. La strada tracciata va seguita magari con nuove esperienze. I comuni di Torrita, Montepulciano e Chiusi hanno contribuito con i loro ristretti bilanci perchè hanno capito l’importanza di questa esperienza culturale del tutto diversa da quelle del passato. Ed anche il pubblico ha capito e manda messaggi positivi con una presenza costante nel tempo. Così Messeri continua: il 6 gennaio ai Concordi ha debuttato l’orchestra Cavalieri di Grosseto, a Chiusi il 17 gennaio la Lega italiana di improvvisazione propone "Juke box" e prende spunto dalle proposte del pubblico per un viaggio ai confini della fantasia e del virtuosismo. Messeri afferma di aver finito di scrivere il 31 dicembre un’antologia di pezzi divertenti per il suo "Container", novità assoluta al Poliziano il 24 gennaio. La fatica che lo ha costretto in casa sotto le feste sarà sicuramente premiata dal pubblico poliziano che stima questo estroverso attore fiorentino.

[Emo Barcucci]

La Mandragola

Felice inaugurazione della stagione di prosa al teatro Poliziano, agli inizi di Novembre, con La Mandragola di Niccolò Machiavelli, regia di Mario Missiroli. Una delle più belle e divertenti commedie italiane del ‘500, una storia che riprende la traccia e gli intrecci delle novelle boccaccesche, senza la sua solare gioia di vivere, ma con un’amara riflessione sulla mediocritˆ e la bassezza della natura umana.

La messa in scena particolarmente originale, del regista Mario Missiroli e Giulio Paolini: “Una Mandragola ambientata in una piazza italiana, come quelle che immaginava De Chirico, ma come presa da un vento di un sommovimento tellurico, sì che gli edifici, in perspex trasparente, appaiono inclinati da una parte, prossimi a crollare definitivamente ed intono... mozziconi di colonne, busti di gesso abbattuti: il tutto su una pedana fortemente inclinata che... costringe gli attori a sforzi notevoli per mantenersi in equilibrio, rendendo ancora più grotteschi i loro gesti...”così “ nelle note di regia che definiscono l’opera come “un cabaret sul denaro”. Il regista ha voluto ispirarsi ad una sorta di varietà metafisico che “senza scomodare De Chirico, rappresenta il meglio del nostro ‘900 colto e popolare”. Una sorta di cabaret con aggiunte di parti musicali che raggiunge il diapason quando “i personaggi si travestono carnevalescamente secondo una improbabile filologia costumistica e fanno perfino breve sfoggio di un improvvisato vernacolo fiorentino”. Una recitazione in abiti moderni per sottolineare la modernità del messaggio che sta alla base della beffarda commedia di messer Niccolò che era esacerbato dal fluire esecrando delle vicende umane e politiche del suo tempo. Dopo l’avvento della signoria dei Medici al comando della città il Machiavelli era stato emarginato in quanto aveva partecipato alla Repubblica Fiorentina di cui era stato segretario e quasi plenipotenziario. Nella lettera a Francesco vettori, scritta tre anni prima della stesura della Mandragola, nel 1515, dal suo esilio pensoso in San Casciano Val di Pesa, esprime la sua amarezza per l’ingiusta emarginazione dal governo di Firenze e la sua idea pessimistica sulla natura umana che si ritrova puntualmente alla base della Mandragola: “L’uomo è come un avvoltoio, che quando non è carogna in paese, vola cento miglia per trovarne una, e, come egli ha piena la gorgia, si sta su un pino e ridesi della aquile, astori, falchi, che, per pascersi di cibi delicati, si muoiono la meàˆ dell’anno di fame”.

Come dice G.Davico Bonino: “Attraverso Nicia, l’autore profana e dissacra, nel suo sdegno di grande solitario deluso, la società del suo tempo”. Gli attori sono bravissimi da Paolo Bonacelli ce ha punte di grande attore che va dal varietà al comico riflessivo alla Woody Allen, sull’assurdità della specie umana, una sorta di Charlie Chaplin in bombetta, con tutta la sua profonda capacitˆ di analisi sulle ingiustizie e la perfidia delle cosiddette classi colte. Come pure Cesare Gelli nelle vesti di fra’ Timoteo che sa di latino e come imbrogliare le carte con citazioni dotte sapientemente adattate alle circostanze: riflette il profondo anticlericalismo dell’autore. Bravi anche gli altri, se pur schiacciati dalla personalitˆ esuberante dei protagonisti, da Francesco Acquaroli nella parte di Callimaco a Cosimo Cinieri che interpreta Ligurio con espressionistico compiacimento della sua amoralità volta al puro guadagno. Sabrina Zaninotto è una sperduta Lucrezia in mezzo alle trame diaboliche dello stesso suo consorte, ma pur si adatta egregiamente alla situazione facendo di Callimaco il suo amante e mettendo in pace anche la sua coscienza cristiana- come dice fra’ Timoteo - "vuolsi così colà dove si puote!".

La satira di Paolo Hendel

La stagione è proseguita con un divertentissimo spettacolo del mattatore Paolo Hendel, il 22 Novembre, che ha presentato il meglio dei suoi monologhi insieme ad altri ispirati all’attualità, su testi suoi e di P.Metelli. Il nostro funambolico attore fantasista e dal motto facile e corrosivo, da buon toscano conoscitore di tutte le sfumature del linguaggio, soprattutto parlato, ci ha mostrato una felice riflessione sull’ossessione del profilattico, improvvisando una surreale sceneggiata su questa banale protesi sanitaria come un defilè d’alta moda condita in tutte le salse comiche da Armani a Dolce e Gabbana, molto adatto a “f... grossa e a quella nana”. Un modo simpatico per sdrammatizzare un oggetto che, diciamolo pure, ha anche il suo lato curioso ed un po’ ridicolo, dopo tante demonizzazioni ed esaltazioni trionfalistiche delle campagne preventive del male del secolo.

Il nostro bravo Paolo fiorentino purosangue con ascendente teutoniche (forse da qui nasce il suo espressionismo verbale e caricaturale quasi da straniamento brechtiano) lancia un messaggio chiaro e dissacrante sui miti risorgenti di un razzismo strisciante nei confronti dell’immigrazione extracomunitaria, come quando parla dell’Homo erectus (oggi tanto di moda, sembra dire con un ammiccamento significativo) che sembra venuto dall’Africa, dopo homo sapiens, ma poi si è alzato in piedi con tanti problemi in più di equilibrio fisico e mentale, poi infine è giunto in Europa “a miracolo mostrare”. Ma poi rischia ancora di scomparire con l’immigrazione massiccia ed inarrestabile come la deriva dei continenti, per cui, tra qualche lustro, piano piano, ma gradatamente, il Marocco potrebbe trovarsi a ridosso della Svizzera ricca di banche, riciclaggi di denaro poco pulito, e di ‘puzza la naso’ puritana. Così gli schizzinosi fautori della Lega Nord potrebbero finire in Africa o accanto agli odiati meridionali.

Insomma il nostro bravo Paolo Hendel ha portato avanti uno spettacolo per quasi un’ora e mezza, senza pause di noia ed in continuo ed esilarante scoppiettio di battute davanti ad un pubblico partecipe, gremito in ogni ordine di posti, che applaudiva entusiasta con battiti festosi a scena aperta. Poi sul finale, come fosse un altro personaggio, la metamorfosi nel cavalier Pravettoni, con tanto di parrucca fluente, capitalista-squalo, volgare self made man sempre in fregola di urbanizzazioni selvagge, in barba al verde pubblico ed ai polmoni delicati, il verde demonizzato come il diavolo l’acqua santa. Arriva a progettare i parcheggi anche sui marciapiedi “chissenefrega dei pedoni, imparino a starsene a casa, in fondo sono più utili distesi sull’asfalto, si risparmia sulle pensioni, l’assistenza e le spese sociali ed anche sul pietrisco, con un bel caterpillar sopra che cancella tutto!” Nemmeno lo Swift de La modesta proposta dell’arrostimento dei bambini irlandesi per superare l’endemica fame e miseria di quelle popolazioni, era arrivato a tanto nella sua feroce disanima dello sviluppo selvaggio del capitalismo in Inghilterra.

Aspettando Paolo Poli

Un motivo che ritroveremo nello stupendo spettacolo della stagione in programma, il 27 Febbraio ‘98, con lo spettacolo straordinario di Paolo Poli, l’altro grande toscanaccio, con la sua risata a portata di mano, nello spettacolo, pezzo forte della rassegna, I viaggi di Gulliver. Insomma questa rassegna organizzata da Marco Messeri promette proprio bene, una volta tanto Montepulciano e dintorni (decentramento sapiente anche a Chiusi, Acquaviva e Torrita) soddisfa anche i palati pi raffinati degli amanti del teatro classico e comico. L ’ultimo spettacolo della rassegna è stato una vera sorpresa, piacevole e divertente, con una compagnia giovane di origine napoletana che con E fuori nevica di Vincenzo Salame ha raccolto un diluvio di applausi e di risate incontenibili. Ne parleremo nel prossimo numero. L’anno nuovo comincia con uno spettacolo, da par suo, di Marco Messeri che l’anno scorso ci aveva deliziato con Il Magnifico e il barbiere. Il nostro mattatore presenta Container, personaggi parole e tic, una formidabile antologia di pezzi comici.

[Paolo Mei]

Paolo Poli: I viaggi di Gulliver


I viaggi più interessanti - ha detto Jonathan Swift - "si fanno da fermi col pensiero, un veicolo magico che arriva dappertutto anche oltre i confini del reale", come dimostra Lemuel Gulliver, medico e navigatore, che "a bordo" della fantasia ha potuto raggiungere terre mai sognate.
L’amena odissea del baldo capitano (folta di sorprese, di personaggi bizzarri e di mondi fantastici, ma curiosamente rivelatori) rivive puntuale nello spettacolo che, grazie alle sue sfaccettature, può essere "letto" e goduto in vari modi.
Per chi ama la comicità intelligente c’è tutta l’arguta irriverenza di Swift, grande maestro di umorismo, chi ama approfondire troverà originali spunti di meditazione sull’animale uomo e le sue istituzioni; e infine i patiti dell’attualità potranno divertirsi a scoprire graffianti analogie tra la favola settecentesca, il nostro oggi e forse il nostro domani.

Alessandro Benvenuti: Benvenuti in casa Gori

La famiglia Gori, con relativi parenti, è in attesa del giorno di Natale.
Una famiglia qualunque, segnata da un destino qualunque, si appresta a consumare le piccole ritualità che precedono la vigilia della festività in un clima sospeso fra serenità e rissosi imprevisti. E' il 25 dicembre 1986, Pontassieve, la famiglia Gori è a tavola per il pranzo di Natale.
Dieci i commensali: l'ormai novantenne Annibale Papini, il capofamiglia Gino Gori e sua moglie Adele, Cinzia, Bruna ed il marito Libero, la loro figlia Sandra con Luciano e la piccola Samantha. "Benvenuti in casa Gori", che dal teatro al cinema, e viceversa, rimbalza con incredibile successo ormai da qualche anno, è la cronaca di un pranzo di Natale realmente accaduto. La morte di Adele e la veglia funebre sono invece lo spunto per il "Ritorno in casa Gori" e l'occasione per Alessandro Benvenuti di riproporre questa galleria di personaggi attraverso i luoghi comuni e le piccinerie: "Povera Adele, come l'è bellina la par viva". Mentre c'è perfino chi con la morta in casa, quasi quasi si farebbe uno spaghetto. In realtà, quel 25 dicembre '86, i commensali aspettavano un altro ospite, che doveva essere presente anche se solo attraverso la tv: Papa Woityla. Ma quel giorno l'arrivo via etere del Santo padre tardò più del dovuto e così i 10 di casa Gori non poterono fare a meno, per ingannare il tempo, di tirare fuori il decalogo dei loro problemi esistenziali.
"Per fortunato caso - racconta Alessandro Benvenuti - quel Natale mi trovavo a Pontassieve in visita alla famiglia Gori. Fu così che alle prime avvisaglie dell'insolita piega che stava prendendo quella santa giornata pensai bene, come certi vampirelli talvolta usano fare, di prendere qualche appunto. Successivamente riportai all'amico Ugo Chiti ed assieme, più o meno rispettosi degli ispiratori, abbiamo cercato di raccontare quello che altri involontariamente avevano raccontato a noi". Così, per caso o quasi, è nato questo spettacolo esilarante dove Benvenuti, che fa praticamente tutto da solo, riesce a dare il meglio di se stesso.