Dop "Terra di Siena" ?

Il 20 ottobre 98 nella sala consiliare della provincia di Siena, si è tenuta l'audizione pubblica per la denominazione d'origine protetta (Dop) dell'olio extravergine "Terra di Siena" e la presentazione del disciplinare. L'assessore Michele Logi ha promosso l'iniziativa insieme a tutte le organizzazioni degli agricoltori senesi. Dopo aver nominato la commissione tecnica, formata da esperti agronomi e del Cnr, è stato predisposto e approvato dalla Consulta regionale per l'agricoltura il disciplinare, successivamente inviato al Comitato nazionale per la tutela delle Doc degli olii d'oliva e degli extravergini e alla Regione Toscana. E' un passo fondamentale per promuovere e per garantire un prodotto di alta qualità. Il disciplinare prevede che tutto il territorio, ad esclusione del Chianti Classico, faccia parte della Dop. In cinque anni la superficie della provincia destinata alla coltivazione dell'olivo è cresciuta del 50% grazie anche al piano olivicolo provinciale con il quale vennero fornite agli agricoltori le piante d'olivo a prezzo simbolico.

Olio extra vergine: una risorsa da valorizzare - Una DOP per Montalcino?

La ‘protezione’ della produzione a garanzia della qualità

Recentemente il Comitato di regolamentazione dell’Unione europea ha approvato all’unanimità la richiesta inoltrata dalla Regione Toscana e ha dotato del marchio comunitario IGP (Indicazione geografica protetta) l’olio extra vergine d’oliva toscano. Questo significa che i produttori di olio d’oliva della regione potranno usufruire di questo marchio di tutela europeo e garantire così i consumatori che avranno così la certezza di acquistare olio d’oliva prodotto, trasformato e imbottigliato in Toscana. È un grande passo avanti per la tutela del nostro tipico prodotto regionale. Però bisogna andare oltre e arrivare alla denominazione di origine protetta (DOP) individuando zone veramente omogenee e non ‘toscanizzare’ tutto come veniva proposto nella vecchia DOP che del resto è stata bocciata più volte dalla Comunità europea. In questo contesto si potrebbe fare un pensierino e vedere se non sia il caso di richiedere la DOP per l’olio extra vergine di oliva di Montalcino. Le condizioni ci sono; intanto la nostra è una zona omogenea, delimitata e inconfondibile: collina di Montalcino, poggio di Castelnuovo dell’Abate, S.Angelo in Colle, Argiano, Poggio alle Mura, Camigliano, Castiglione dei Boschi. Da noi si coltivano varie specie di piante di olivo. Leccino, pianta che resiste alle rigide temperature, moraiolo, con olive tondeggianti violacee dalle quali si ricava un olio finissimo, correggiolo, olivastro, felcinaio, ecc. La nostra terra è vocata a dare qualità ai prodotti e c’è da scommettere che i consumatori, educati alla ricerca di prodotti rari e originali, apprezzerebbero oltre misura quei produttori che selezionassero l’olio secondo le varie qualità e indicassero come e quando ‘sposare’ le singole tipologie di olio ai cibi.

Produzione rilevante

Malgrado le grandi gelate, nel 1956, 1963, 1985, 1996, che ‘bruciarono’ migliaia e migliaia di piante di olivo nel territorio comunale, abbiamo una produzione di olio elevata. L’ultimo raccolto, ‘97/98 ha dato 7500/8000 quintali, con una resa media di 20 kg di olio per ogni quintale di olive. È prevedibile che se si manifestasse un incoraggiamento, come potrebbe essere la DOP, in un numero di anni ragionevole, la produzione di olive - condizioni climatiche permettendolo - supererebbe i quindicimila quintali. Inoltre si creerebbero tutte le condizioni per impedire lo sradicamento di piante secolari di olivo, in atto in alcune zone, per far posto ai vigneti assai più redditizi. Chissà poi di non vedere impiantati nuovi oliveti in terreni adattissimi già adibiti alla semina di granaglie, oggi abbandonati a se stessi perché non più redditivi e destinati al ritorno dei quercioli.

La storia

La cultura dell’olivo, nel nostro territorio, viene da lontano. Nel Costituto del Comune di Siena del 1262 si legge che Montalcino deve essere inselvatichito e estirpata ogni pianta di olivo e di vite. Probabilmente il provvedimento adottato dallo Stato senese nel 1400, quando obbligò i coltivatori a piantare ogni anno quattro piante di olivo per vincere la resistenza diffusa fra i contadini che credevano che le piante riducessero la terra da pane, non riguardava la nostra collina dove la coltivazione dell’olivo era già molto estesa, come si legge nelle antiche carte. Sicuramente la nostra gente aveva capito che l’olio di oliva rappresentava una necessità per la vita dell’uomo e limitava l’uso del lardo nella propria alimentazione. L’uditore Bartolomeo Gherardini, riferendo la sua visita a Montalcino nel 1600 scrive che la produzione dell’olio è di 2700 staia a monte di 1400 moggia di grano raccolto. Il ricavato dell’olio, rispetto al grano, per quei tempi era enorme. Clemente Santi, nel 1863, scrive che il raccolto dell’olio, solo nella collina di Montalcino, ammontava a 1342 quintali. Prima della grande gelata del 1956 la produzione di olio, in tutto il comune, era di 8000 quintali. Dopo le gelate di questa seconda metà del secolo i coltivatori si rimboccarono le maniche e preso il marrascure estrassero le ‘cepponaie’ morte per dare così vigore ai butti che risorgevano. Grazie a queste fatiche, dopo ogni gelata, si è sempre parlato di miracolo della rinascita degli oliveti. L’Università Bocconi di Milano ha stimato in 400 miliardi di lire il valore di mercato del ‘marchio Montalcino’. È un valore inestimabile per la nostra terra; è un viatico a lavorare per accrescere e valorizzare tutte le risorse del nostro territorio. La richiesta della DOP quindi non deve sembrare una forzatura: mira a ricavare ulteriore ricchezza dai prodotti locali. Le caratteristiche organolettiche del nostro olio sono una garanzia per i consumatori. Malgrado la grande produzione il prodotto ha sempre trovato facile smercio sul mercato. Oggi è sempre più richiesto dai consumatori, italiano ed esteri, che sanno di potersi fidare di ‘Montalcino’. Ciò è dovuto anche alle iniziative che le aziende agricole prendono per far conoscere il loro olio, consapevoli di offrire un prodotto di alta qualità.

[Ilio Raffaelli]

L' OLIO

L'olivo è quasi certamente originario dell'Asia Minore. Dagli altipiani dell'Iran, dalla Siria e dalla Palestina si diffuse 5000 anni fa in tutto il bacino del Mediterraneo. Si coltivava nell'isola di Creta nel 3000 a.C., in Egitto nel II sec., in Palestina nel I° sec. Gli Etruschi ne praticavano la coltivazione fin dal VI sec. a C. e fecero grande uso dell'olio di oliva ritenendolo portatore di grande benessere; spesso, in segno di riconoscenza e di buon auspicio, l'offrivano alle loro divinità. Oggi l'olio di oliva, legato alla civiltà contadina, fa parte della famosa 'dieta mediterranea' e ne fanno uso alimentare tutti i popoli del Mediterraneo: E' utilizzato anche nella cosmesi, e nel passato ne sono state esaltate le proprietà terapeutiche. Particolarmente pregiato è l'olio extravergine di oliva della Toscana e dell'Umbria, specialmente quello ricavato dagli olivi delle zone collinari interne. L' olivo, questa meraviglia della natura, ha da sempre trovato giusta collocazione nel sacro e nel divino.

Olio Toscano: DOP o IGP?

Dopo la bocciatura da parte dell’Unione europea della denominazione d’origine protetta dell’olio d’oliva toscano, la Regione Toscana propone la IGP - indicazione geografica protetta - sempre con lo scopo di difendere e valorizzare l’olio d’oliva della Regione. Il disciplinare della IGP sarà quello già varato per la DOP e dovrebbe andare a garanzia sia dei produttori che dei consumatori. Si inizierà il censimento delle piante di olivo di ogni proprietario per impedire abusi del nome di olio toscano; si dice infatti che l’olio d’oliva che si esporta dalla Toscana sia superiore di tre volte la quantità che si produce nella Regione. C’è chi scommette che il nuovo disciplinare potrebbe essere operativo entro tre mesi e quindi garantire disciplinandola la raccolta in corso.

L'olivo e il tempo dell' olio

Vogliamo ricordare che dal 6 all'8 Dicembre si è svolta all'Abbazia di Spineta la terza edizione di un importante Convegno denominato "Il tempo del'olio" organizzato dalla Pro loco e dall'Amministrazione Comunale di Sarteano con la presenza dei maggiori frantoi della zona i relatori saranno, come negli anni precedenti, illustri docenti universitari. Inoltre il 26 Ottobre a Canzano (Te) si è svolto un convegno di risonanza internazionale sull'olio di oliva come "fattore di prevenzione delle patologia del 2000". Ricordiamo, infine, che in virtù della caduta d'acqua dall’ altipiano di Sarteano - principale forza motrice fino all'avvento dell'energia elettrica - venivano a molire le olive anche dalle circostanti pianure. La strada tuttora significativamente detta 'via antica dei molini' ricorda i 25 molini e frantoi nati in quella zona.

[Montepiesi]