Eleonora Contucci

Un programma molto ricco, quasi ogni giorno una manifestazione ed altre in contemporanea, con larga possibilità di scelta, che hanno spaziato dalla musica e prosa, che costituiscono l’esordio di giovani talenti locali. Il concerto di chiusura alla basilica di San Biagio ha inteso riprendere la bella tradizione del Cantiere, che chiudeva in bellezza il festival poliziano, interrotta in questi ultimi anni.
Tra le interpreti la poliziana doc Eleonora Contucci soprano, ormai avviata ad una carriera di sicuro successo oltre a Manuela Custer contralto, Carlo Putelli tenore, Renato Vielmi basso. Orchestra "I Filarmonici", diretta da Massimo De Bernardt.
Un’altra caratteristica di quest’anno che consideriamo positiva, è stata quella del decentramento: alcuni spettacoli e concerti sino stati eseguiti al Teatro Concordi di Acquaviva, un piccolo gioiello, di recente restaurato. Al teatro dell’ operosa cittadina della Valdichiana il 29 luglio è stato rappresentato un atto tratto liberamente da "Le Serve" di J. Genet libero adattamento e regia di Carlo Pasquini, poliziano d’origine e raffinatissime. Tra i più interessati quello eseguito dall’organista G. Agostini su musiche di Frescobaldi. Anche ad Abbadia è stato riservato il bel concerto il 5 agosto, con l’orchestra da camera I Filodrammatici diretta da A. Martini su musiche deliziose di A. Vivaldi, le famose "Quattro stagioni" che resero famoso il veneziano "prete rosso" che nella Chiesa delle Orfanelle nei pressi di Riva degli Schiavoni, fece risuonare per tutti gli angoli del mondo, la sua musica come forma di laude all’armonia segreta della natura, immagine di un Dio solenne e misericordioso verso le pene degli uomini. La solenne armonia architettonica della Piazza Grande ha fatto da inimitabile cornice al concerto di apertura del 27 luglio a cura della Milwaukee Yout Simphony Orchestra diretta da Marghery Deutsch, con musiche di R. Korsakov "Capriccio spagnolo" e Gershwin; "Porgy and Bess, a symphonie Picture for Orchestra". Il 28 alle ore 18 presso il Salone dei Concerti, grande esibizione degli autori poliziani con A. Zescevich, Vittoria Ricci Parracciani, Lucangelo Bracci nipote del conte benemerito omonimo, che tanto opero per il bene di tutti, con generosità e mecenatismo, il fondatore della famosa falegnameria "San Girolamo" che formò la maestria di tanti giovani capaci, ma senza mezzi, che qui mossero i primi passi di una grande manualità artigiana. Altri interpreti: E. Mara Bossero, Marco Giommoni, acquavivano d’origine, con residenza a S. Albino, compositore originale che ha presentato al Cantiere di quest’anno una sua opera originale "STIMMUNG" in programma per il 4 agosto al Teatro Poliziano, messa in scena di M. Grandese, Susanna Rigacci soprano, una apparizione di Giovanna Vivarelli, Ensemble Musica Attuale diretto da A. Sisillo. Al Teatro Concordi un’altra prova originale di un talento locale: il regista Manfredi Rutelli: "La banda", musiche eseguite dalla Young Band di Sinalunga, diretta da M. Zullo. Tra i concerti tra i più interessanti e piacevoli quello eseguito il 3 agosto al Salone sunnominato da Irina Sciumilina al piano con musiche di F. Chopin, notturn e valzer, P. Podkovrov e N. R. Korsakov. Sempre nella stessa sede dell’Istituto di Musica un’altra russa di casa nostra: Yvette Gregorian, consorte del buon Carlino del Canuto che ha deliziato per anni con la sua fisarmonica le feste campagnole di una volta, in cui il nostro impazzava con le sue virtù musicali e con il suo fascino latino che fece stragi di cuori di villanelle, attratte dal miele delle sue melodie di rustico Orfeo, ricercato aedo delle feste di nozze e dei tresconi in cui i nostri agresti progenitori stemperavano le dure fatiche dei campni. La moglie, virtuosa violinista Yvette, ha eseguito una scelta serie di brani di J. S. Bach. Anche Michela Caldesi ha avuto il suo spazio di espressione delle sue indubbie capacità sempre al Salone dei Concerti il 4 agosto alle 23, dedicato alla meditazione ed all’ascolto di scelti brani di carattere popolare, da Quindici Canzoni popolari ungheresi, alle danze popolari rumene, folk per tutti i gusti e nazionalità. Insomma un’apoteosi della musica e del bel canto, croce e delizia dei numerosi appassionati. Un po’ cenerentola la prosa, ma con l’ indigestione della stagione invernale, forse è pure giusto, dopotutto il festival è nato e si è sviluppato con queste caratteristiche.

[Paolo Mei]

"Cantiere d'Arte di Montepulciano"

Bisogna fare presto per gettare le basi di un futuro più roseo. Il XXII Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, sotto la direzione artistica di Luca Angelo Bracci, ha avuto inizio sabato 26 luglio. Un manifesto affisso in zona Cesarini e inviti affrettati negli ultimi giorni hanno reso pubblico tardivamente l’ avvenimento. Peccato perchè il Cantiere ha una sua notorietà, che, a suo tempo ha richiamato una buona fetta della stampa italiana e, che in questa edizione ha fatto ben poco per coinvolgere i giornali, anche se è stata convocata alla vigilia della manifestazione al Caffè Greco a Roma una conferenza stampa tenuta dall' assessore Fresta e da Luca Bracci. Non voglio entrare in merito al livello artistico di questa edizione cantieristica '97, soprattutto perchè al momento in cui scrivo gli spettacoli in programma sono appena iniziati. Ho per ora costatato tanto impegno e desiderio di fare, e questo è già molto. Per un giudizio sereno bisognerà attendere la conclusione. Ma i difetti del Cantiere, se ci saranno, partono da un’impostazione errata della manifestazione, limiti leggibili nella presentazione che della manifestazione fa Fresta. Intanto va ricordato il modo rocambolesco con cui si è giunti nel dicembre scorso alla dignitosa protesta di Giorgio Battistelli, che di fronte ad un’ennesima incomprensione con assessorato alla cultura, ha sbattuto la porta e se ne è andato verso lidi migliori. Battistelli è una creatura di Henze, ed è stato l’uomo che ha assicurato un legame costruttivo in momenti molto tesi con chi il Cantiere lo aveva creato. C’era stata poi nell’agosto di un anno fa una bella ricucitura con il conferimento della Cittadinanza onoraria allo stesso Henze, un capolavoro diplomatico ben riuscito al sindaco Di Betto. Poi lo strappo, poi la scoperta di Luca Angelo Bracci, che sta facendo di tutto per seguire le tracce di una tradizione, ma gli è mancato il tempo per adeguarsi ad una realtà imprescindibile: parlo infatti di sperimentazione. I cantieri precedenti, secondo la linea Battistelli, percorrevano la strada della sperimentazione, su scala europea, era una via onorevole che poneva lo sforzo poliziano all’attenzione di tutto il mondo artistico, soprattutto musicale del nostro vecchio continente.

[Emo Barcucci]

Presunta deviazione

Oggi Fresta, stando a quanto si legge nella sua introduzione al catalogo parla di ritorno alle origini ed al primitivo disegno originale di Henze. La partecipazione di qualche "personaggio locale" in più o la programmazione di spettacoli in altri scenari al di là del centro storico, ad esempio una trasferta a Chianciano, sono per l’assessore alla cultura caratteristiche significative che si erano "andate affievolendo nelle ultime edizioni". E' troppo poco per vantare cambiamenti positivi, così da correggere presunte deviazioni "da festival o da rassegna". Le mie paure in merito agli esiti di questa edizione cantieristica sono tutte qui, nel constatare che qualcuno si erga a facile giudice, nel volere correggere errori e individuare deviazioni tutte gratuite, che hanno già pesato, perchè sono state alla base delle contestazioni e dei litigi dello scorso anno.

[Emo Barcucci]

Accademia Renana

Questo Cantiere finirà e speriamo che si possa dire: è stata superata una fase di passaggio in attesa di tempi nuovi, che dovranno essere scanditi dal programma dell’Accademia Renana o meglio da quella iniziativa, che sta per giungere a conclusione, che vedrà Montepulciano e Palazzo Ricci al centro di manifestazioni artistiche di rilievo internazionale. Ma di questo "futuro" riparleremo in altra occasione. E la nuova accademia che avrà come suo primo maestro Hans Werner Henze dovrà prendere sotto di sè il cantiere, come è scritto negli accordi di programma.

[Emo Barcucci]

Pubblico scarso e poco gratificato

Il ventiduesimo Cantiere internazionale d’arte non ha convinto. Era previsto, anzi scritto da tempo che la ‘fuga di Battistelli’ avrebbe creato uno scossone ad una manifestazione che langue e che deve imboccare la strada giusta se non si vuole scrivere la parola fine ad un avvenimento di particolare significato culturale intelligentemente ideata e realizzata dal maestro Henze nel 1976. Quest’anno la partenza stessa è stata infelice; il programma era ancora tabù a pochi giorni dall’apertura così la stampa ha avuto tempi ridotti e chi è stato escluso si è sentito trattato ingiustamente. C’è stato il tentativo di coinvolgere l’Amministrazione comunale sulla esiguità del programma, cercando di evitare la risalita alla causa prima dei veri problemi. Tutto poi è venuto da sé, uno scarso pubblico, pochi e non sempre benevoli commenti della stampa nazionale. certo non tutto è stato da buttare via, alcuni spettacoli meritavano consensi maggiori, altri invece potevano essere semplicemente scartati. Ad esempio ci si chiede che cosa avesse di caratteristico l’uscita al parco di Sant’Elena, tra gente - tanta in questo caso - distratta e richiamata da altri interessi e curiosità più che dal programma musicale presentato. A questo punto un esame serio sulle future strade del Cantiere va fatto, con serenità e lungimiranza, evitando polemiche e secondi fini. Non è possibile credere ad una manifestazione che non ha pubblico e che suscita scarso interesse. certamente non è male solo di quest’anno, ma il male di questa edizione è che non ha proposto nulla di nuovo e che non ha fornito spiragli per sperare. Il successo della serata conclusiva nel tempio di San Biagio è senza dubbio da non sottovalutare, ma non è un requiem che salva il Cantiere.

[Emo Barcucci]

Iniziative collaterali

Nonostante questo panorama scialbo e interessante notare che una certa vitalità ed originalità si è manifestata proprio ai margini del Cantiere di Bracci, in spettacoli prodotti su iniziativa privata e che hanno ottenuto un riconoscimento inatteso. L’associazione culturale ‘Il grifo e il leone’, ha messo in scena nel cortile di palazzo Ricci, con la regia di Claudio Borgoni che è stato anche l’anima di questa originale rappresentazione, una interessante esibizione tra danza, musica e recitazione, tratta dal racconto di Elsa Morante Un’isola incantata. Lo spettacolo, applauditissimo, dal titolo polemico Senza luce è scaturito dalle restrizioni del Cantiere, dai tagli inattesi e da scuse plateali. La scena era illuminata solo da torce per dimostrare che uno spettacolo si può fare anche con mezzi primitivi quando c’è la volontà di realizzarlo. La coreografia è stata di Silvana Barbarini e di Claudia Pescatori con la partecipazione, per le danze di Anna Paola Bucalov, Silvana Barbarini, Claudia Casolare e Nadia Scarpa e per la recitazione di Maria Grazia Putini, Giovanna Vivarelli e Francesco Oliviero. Musica dal vivo di paolo Damiani.

[Emo Barcucci]

Note d’estate

Un pubblico numeroso, spontaneo e consenziente ha sottolineato l’iniziativa coraggiosa di due giovani universitari poliziani, Maurizio Cipriani e Judi Diodato che, sempre a margine del Cantiere d’arte, hanno organizzato corsi di perfezionamento e musicale a cui hanno partecipato oltre quaranta giovani, quasi tutti italiani provenienti dalle più disparate regioni. Un successo inatteso proprio per la qualità dei corsi, tenuti da maestri d’eccezioni, che hanno contribuito con la loro presenza a suscitare speranze di affermazione nei giovani partecipanti. L’iniziativa ha avuto così lusinghiere conferme che sarà ripetuta con varianti incoraggianti anche il prossimo anno e con un tempo maggiore, possibilmente due settimane. Note d’estate, questo il geniale titolo dato ai corsi, ha avuto il suo bagno di pubblico in due sere di eccezione, in due luoghi suggestivi: il cortile della fortezza medicea di Montepulciano e il chiostro dell’antico convento di San Francesco a Pienza.

[Emo Barcucci]