Sant'Anna in Camprena e "Il paziente inglese"

Un bilancio a due anni dall'uscita del film

Turisti all'assalto del monastero

I 9 Oscar de "Il paziente inglese", di Anthony Minghella, più del mitico "Via col vento", (migliore regia, migliore attrice non protagonista, fotografia, costumi, etc..) hanno fatto sì che i luoghi dove è stato, in parte girato, fruissero di una fama improvvisa e di un inaspettato lancio internazionale.

Solo adesso, dopo tante domeniche d' invasione, l'afflusso di visitatori sta tornando alla normalità. Ci sono stati giorni di grande affluenza a Pasqua '97, quando il film è arrivato nelle sale cinematografiche della zona con centinaia di auto in sosta e migliaia di gitanti della domenica.

 

La facciata e l'interno del monastero, il campanile, gli orti e la vasca rotonda, il panorama che spazia sulla Valdorcia, fissa Petroio e Castelmuzio, sono le immagini che affollano le scene del film.

Il monastero di S. Anna

E' nel decadente monastero di Sant'Anna che  Juliette Binoche cura il paziente inglese.

Ed è negli orti intorno che si accampano i soldati. Lì, in una stradina vicina, salta in area la jeep dei militari. Dell' edificio benedettino che sorse alle dipendenze dell'Abbazia di Monte Oliveto e' rimasto ben poco della struttura originaria, che nei decenni passati ha ospitato ritiri e campi per ragazzi.

Il chiostro e la chiesa, che ospita un organo di pregio, sono stati ristrutturati nel Seicento, ma l'occhio esperto nota la sovrapposizione di stili del XVI e XVII secolo. La parte artisticamente più interessante è il refettorio quattrocentesco, impreziosito da cinque grandi affreschi realizzati dal Sodoma nel Cinquecento e che nel film si intravedono accanto al letto del "Paziente inglese". Ma ci sono anche una capanna del Trecento, una limonaia e lo storico albero genealogico dei Piccolomini, una monumentale stampa del 1683, due metri per quattro, di valore inestimabile anche perché porta le firme dei migliori incisori e tipografi dell'epoca.

La storia

Potenza magica, del cinema, si tratta di una storia strappalacrime, di un esploratore di incerta nazionalità inglese, che viene a morire in Italia; nella versione originale del romanzo lo sfondo dell' epilogo era costituito dalle colline vicino Firenze, ma la produzione americana ha voluto ricrearlo nei dintorni di Pienza.

L'epilogo del dramma: uno sconosciuto che si spegne lentamente assistito amorevolmente da una infermiera (Juliette Binoche che ha vinto l'Oscar) mentre nel delirio dell' agonia (è ridotto ad una maschera funerea con i lineamenti distrutti dalle ustioni) ripercorre la sua storia d'amore nel suo soggiorno in Africa. La fotografia di John Seale è stupenda ed il paesaggio intorno a Pienza è come reiventato, soffuso da un alone romantico struggente.

Le scene si svolgono all' interno del convento, oggi agriturismo, di Sant'Anna in Camprena, che è una meraviglia, come un'oasi di pace, come tanti luoghi di preghiera, che induce al sogno e alla meditazione. Sconosciuto ai più meriterebbe di essere valorizzato come luogo d' incontro di manifestazioni culturali: concerti, mostre d' arte, convegni. .

C' è un gruppo di inglesi al comando di un'ufficiale indiano intenti a bonificare il territorio della Val d'Orcia da mine e trappole varie lasciate dai tedeschi in ritirata. L' infermiera intreccia con questa sorta di eroe salgariano un flirt, con relativa gita notturna in Piazza Grande a Montepulciano con la famossissima scena dentro il Duomo di Montepulciano, ma gli affreschi sono di Piero della Francesca, nella Basilica di S. Francesco ad Arezzo.

C'è pure una festa agreste, per festeggiare l'arrivo degli alleati, con tanto di trescone e stornelli. Con una fontana posticcia che sgorga acqua abbondante, proprio nella Piazza del Rossellino, cantano, ballano e bevono a sazietà. Sembra un revival del "Cristo proibito" di Malaparte, che fu il pioniere della scoperta della Val d'Orcia come luogo metafisico di storie vissute tra terra e cielo, e di Montepulciano e la sua piazza principale silenziosa e maestosa come un quadro di De Chirico.

La Valdichiana e la Val d'Orcia al cinema

Ormai il cinema sembra essersi impadronito della nostra zona come luogo ideale per effettuare delle riprese. Dopo "Il Cristo Proibito" che ha fatto da battistrada, sono venute "Le piacevoli notti" di E. Scola, "Galileo Galilei" di G. Montaldo per alcuni esterni, "In nome di Papa Re" di P. Luigi Magni, una Roma papalina ricostruita in mezzo agli sfondo barocchi delle chiese del '600, quando la città era appannaggio dei gesuiti. Per non parlare di Giulietta e Romeo", di Zeffirelli che si era innamorato di Pienza e Bagno Vignoni. Fino ai recenti "A spasso nel tempo I e II" di C. Vanzina con C. de Sica e M. Boldi che per i loro escursus temporali hanno scelto Montepulciano e Pienza per la sosta del Rinascimento, con tanto di rogo del Savonarola in Piazza Grande singolare riedizione del rito già celebrato per il "Belfagor Arcidiavolo" di Ettore Scola. Anche la Valdichiana aretina è stata recentemente portata sul "grande schermo" ad opera del regista A. Benvenuti con "Ritorno a Casa Gori" e "Hotel Roma" girati rispettivamente a Cortona e a Foiano della Chiana, mentre il 5 luglio 1997, ad Arezzo, R. BENIGNI ha concluso le riprese del suo ultimo film " LA VITA E' BELLA" in Piazza Grande, Piazza S. Francesco, nel teatro Petrarca e nelle caratteristiche stradine del centro storico. E' stata la stessa amministrazione Comunale ad adoperarsi di concerto con la Pacific Picture, per far sì che fosse possibile presentare la pellicola ad Arezzo, a dicembre '97, in anteprima.

Il Cristo proibito

Regia: Curzio Malaparte, sogg. e scenegg.: Curzio Malaparte, dal suo omonimo romanzo, prod.: Excelsa Film, 1951, b/n, durata: 100 minuti
Con: Raf Vallone, Elena Varzi, Alain Cuny, Annamaria Ferrero.
Unico film girato da Malaparte, tratto da un suo Romanzo.
Un ex partigiano torna al suo paese, alla fine della guerra, con l'intenzione di consumare una vendetta. "Il film è carico di intenzioni simboliche, di manifesta intenzionalità pittorica, di una deformazione espressionistica dei rapporti tra uomini e spazio corcostante. La parola è prosciugata, i personaggi enunciano sentenze attorno a campi semantici molto limitati, in cui ricorrono ovvie analogie tra il sacrificio del protagonista Bruno e il sacrificio di Cristo. (...) E' il primo e unico soggetto cinematografico che Malaparte riesce a portare sullo schermo". (G. P. Brunetta, Storia del cinema italiano, vol. II).

Esce "Grazie di tutto" di Manfredi, girato a Montalcino Il regista è Luca con interprete il padre Nino Manfredi

È uscito il 17 aprile 1998 nelle sale cinematografiche di tutta Italia il film "Grazie di tutto" girato a Montalcino con la regia di Luca Manfredi; fra gli interpreti, oltre al padre Nino, anche la sua futura moglie Nancy Brilli e l’ex marito di lei, Massimo Ghini. Il film, girato l’estate scorsa, parla di una coppia di giovani che ‘adottano’ un’altra coppia settantenne; l’anziana svagata è Giulia Lazzarini. Il film ha incontrato grosse difficoltà produttive ed esce grazie alla Rai ed Fondo di garanzia dello Stato italiano; si è investito anche poco nella pubblicità e così si parla del film soprattutto per la strana situazione sentimentale che si era creata sul set a Montalcino dove vivevano in un’unica famiglia allargata la Brilli, il suo ex marito e il futuro marito, la attuale compagna di Ghini e il loro figlio di due anni, i gemelli di quattro anni avuti da Ghini e da un’altra compagna, il figlio di un anno avuto da Manfredi da una precedente compagna. Come se non bastasse nel film la Brilli e Manfredi sono sposati. Il titolo provvisorio del film era "Affetti smarriti": piuttosto azzeccato.

[Angela Betti]

Departieu gira uno spot in Valdorcia

Intanto, a Pienza Gerard Depardieu gira uno spot della Barilla per reclamizzare i sughi; l’attore francese va in giro in bici in campagna a San Quirico d’Orcia quando viene attratto dal profumo del sugo che proviene da un casolare; si ferma e scambia qualche parola con la cuoca. Lo spot si conclude con la classica famiglia felice riunita a tavola, nella migliore tradizione Barilla.

Link

Tutte le immagini riportate provengono dal sito http://www.binoche.com e precisamente dalla sezione "gallery" dove, tra l' altro, sono indicati coloro che ne detengono i diritti. Altre notizie, immagini, filmati e interviste a proposito del Film "The english patient" sono contenute sul sito http://www.filmscouts.com/matinee/eng-pat/.