1988-1998 un ricordo di Andrea Pazienza a 10 anni dalla scomparsa

[Andrea Pazienza a Montepulciano foto di Raffaele Perelli]

Una calura come questa di fine millennio, anno 1998, mi fa tornare alla mente un giugno di diverso tempo fa, a Montepulciano. Era il 1988, sono passati dieci anni, e da poco avevo iniziato la mia "carriera" di giornalista pubblicista in questo piccolo centro del sud senese, mia città natale. Un fatto di cronaca nera, arrivò ben presto alle redazioni, e di prima mattina squillò il mio telefono di free-lance poco convinta della sua missione di cronista. La sera prima, nella sua casa in campagna di San Bartolomeo, affittata da quando si era trasferito in terra poliziana, era morto Andrea Pazienza, trentadue anni, molto conosciuto ed apprezzato artista e fumettista di fama nazionale. Nonostante la sua giovane età era stato ed era il mito di intere generazioni. Che tristezza!!!

La già cupa atmosfera della cittadina semprò diventare ancora più nebulosa ed il mio stato d'animo vide crollare le sue quotazioni in maniera esorbitante. Riuscii a scrivere un piccolo pezzo, quasi insignificante, nascondendo la sua prematura morte per overdose o droga tagliata male ( in quel periodo avvennero diversi fatti tragici del genere nella zona di Roma) e citando una non ben chiara scomparsa per attacco cardiaco, dietro consiglio anche dei loro cari amici: Mauro e Paolo degli Editori del Grifo. Non avevo conosciuto bene il Paz, come anche lo chiamavano a Montepulciano, ma ogni piccolo contatto, diretto e indiretto con la sua figura era stato per me "strano" e particolare. Sentivo a volte qualche mio conoscente: maschio o femmina ( all'epoca giravamo tutti intorno alla ventina) che andavano a trovarlo a casa. - Sai oggi sono stata dal Pazienza, abbiamo parlato, abbiamo riso, lui aveva da lavorare, ma non ci aveva voglia, poi finalmente si è messo a tavolino e ha tirato fuori un fumetto, ed io lì a guardarlo... troppo forte - Mi raccontava orgogliosa al giardino la mia amica, mentre io sempre più annoiata delle mie vuote giornate, l'ascoltavo con invidia, sentendo di essermi persa qualcosa. Anche perchè Andrea era bello, bello come il sole, come qualcuno ha già detto e mi piace ripeterlo, il suo sorriso e i suoi occhi sbrizzavano vitalità, anche se erano rare le mie occasioni di vederlo in giro per il paese.

Una mia carissima amica, lo aveva conosciuto proprio nel periodo del suo arrivo a Montepulciano.Anche lei era arrivata da poco dal nord ed avevano formato insieme un gruppo di "emigrati" che abitava a Manonera, poi lui aveva fatto dei disegni per un libro di poesie del ragazzo di lei e mi raccontava quel periodo come una magia, facendomi vedere le partecipazioni del matrimonio Pazienza-Comandini, dipinte a mano ovviamente.

Qualche contatto lo ebbi anche durante una festa dell'Unità. A rompere quelle manifestazioni sempre uguali, che nel corso degli anni avevano cambiato solo le musiche: da Bandiera Rossa alla Disco-Dance, arrivò una notizia travolgente: Andrea Pazienza avrebbe disegnato in diretta in un pomeriggio della festa. Dall'entusiasmo con cui Graziella propose l'idea ad una riunione del direttivo mi sembrò una cosa affascinante, anche se la mia ignoranza non mi permetteva ancora di conoscere il personaggio. Quel pomeriggio di fuoco ci fu e c'è anche la testimonianza: un'immagine, oggi raccolta dietro una cornice nella locale sezione del PDS.

Ci fu anche un'occasione: la prima e l'ultima, di conoscerlo un pò più da vicino pochi mesi prima della sua scomparsa. Era da poco tornato dal suo viaggio in Brasile insieme alla moglie. Non mi ricordo se era mattina o pomeriggio ed io lavoravo alla redazione di un giornale agli Editori del Grifo, quando ancora era nella vecchia sede del centro storico. Ad un tratto entra il Paganelli trafelato - Svelti, svelti, arriva Andrea, fateli posto al tavolo - . Io lo guardai sorpresa, pur continuando il mio lavoro. Ma quando entrò il Paz, la mia concentrazione sull'impaginazione svanì del tutto, era insieme a Marina, mi sembra vestito di jeans, tutti e due abbronzati, bellissimi, parlavano con gli altri del loro viaggio, mi sembrò magnifico. Mauro fece spazio sul tavolo e andò a prendere dei pennarelli colorati. Il Paz entrò in azione, come un'onda, e dopo pochi secondi, non esagero,uscì fuori un disegno, mi sembra una caricatura di paperino, anche se la mia timidezza non mi consentì di curiosare troppo. Poi con la stessa sorpresa con cui era entrato Andrea riuscì, sentii sotto, nel corso, il rombo della sua moto, e fu l'ultima volta che lo vidi.

Andai al suo funerale. A San Biagio, anche se poi fu portato in Puglia. La bara in mezzo alla chiesa, la madre che lo ricordava, i fiori, i giovani di Montepulciano, la gente famosa, il dolore, la tristezza. C'era anche un mazzo di fiori di campo che Graziella aveva messo sulla bara la sera prima. Mi racconta spesso la scena. - Ad Andrea piacevano tanto i fiori più semplici- Anche lei con il cuore d'artista capisce certe cose.

Poi più niente, Andrea Pazienza aveva lasciato Montepulciano ed il mondo intero, ma la sua opera viveva. Negli anni successivi ho avuto molte occasioni di conoscerla da vicino, ho seguito mostre, le ho promosse suoi giornali, ho visto i suoi video, i disegni originali, ho conosciuto la sua famiglia, ho lavorato con la sorella Mariella. Lui era sempre presente.

Montepulciano non è stata molto generosa con lui, anche se Andrea l'aveva amata e l'aveva considerata un suo piccolo rifugio creativo. Recentemente è andata buca l'idea di "salvare" la sua casa e farne la sede di una fondazione, prima che lo sfratto fosse attuato. Marina Comandini aveva mobiltato amministrazioni ed enti, ma poi tutto non ha avuto seguito. La casa di San Bartolomeo, ha un altro affittuario. Anche la finestra da cui Pazienza si affacciava a vedere la Valdorcia e San Biagio, ospiterà altri sguardi, probabilmente meno intensi ed attenti dei suoi.

[Vania Berti]


UN VIDEO PER CELEBRARE IL DECENNALE DELLA SCOMPARSA DI ANDREA PAZIENZA

Dopo due anni di attività pedagogica teatrale e la realizzazione di altrettanti allestimenti (Cervantes e Salinger) l’attività complementare pomeridiana del Liceo Scientifico ‘Sangallo’ di Montepulciano diretta dal regista Carlo Pasquini, ha temporaneamente cambiato obiettivo. Su proposta di alcuni studenti si sta realizzando un video che tratta degli Anni poliziani di Andrea Pazienza.
Di Andrea Pazienza (pittore, illustratore, autore di fumetti famosissimi) si celebra il decennale della morte avvenuta tragicamente proprio a Montepulciano, dove risiedeva d alcuni anni. Molti studenti continuano a leggerne l'opera e si interessano in modo particolare all’ultimo periodo trascorso nella nostra città, per questo hanno sentito l'esigenza di dare una forma alla loro indagine. Poter realizzare un video con gli studenti significa dare loro l'opportunità di sperimentare un linguaggio quotidianamente praticato attraverso la televisione ma mai totalmente conosciuto e fatto proprio. Un lavoro che richiede un percorso conoscitivo molto caratterizzato nel quale confluiscono varie mansioni: dalla scrittura del soggetto e del percorso narrativo alla scelta delle personalità da contattare, dall'integrazione di vari linguaggi alla organizzazione pratica delle giornate di ripresa. Gli studenti di varie classi che partecipano al progetto sono dieci e dopo una lezione pratica di Celso Pallassini che ha insegnato loro il corretto funzionamento di una videocamera, hanno intervistato alcune personalità poliziane come gli Editori del Grifo che furono tra i primi a contattare l'artista pugliese per convincerlo a trasferirsi a Montepulciano. Prossimamente verranno intervistati Vincenzo Mollica, giornalista del tg1, Marina Comandini, moglie di Andrea, e Michele, il fratello.
Il progetto compreso l'editing, dovrebbe essere ultimato entro l'anno, ma già adesso diverse istituzioni (tra cui la Rai e Lucca-comics) hanno chiesto il video per utilizzarlo a vari livelli. Da parte nostra cercheremo di realizzare un prodotto professionalmente adeguato che verrà mostrato in anteprima a tutti gli studenti e docenti del nostro e di altri istituti.

[Il gruppo di lavoro video su Apaz]


Andrea Pazienza

Nel giugno del 1988, nella casa di Montepulciano dove aveva cercato serenità e qualche regola per la sua vita e la sua arte, moriva di droga Andrea Pazienza. Aveva trentadue anni, era un ragazzo meridionale alto, bellissimo spiritoso, febbrile, avido di vita, al quale il grande talento aveva reso fin troppo facile l'espressione di sé. Il rimpianto lasciato tra amici e lettori è solo in parte quello che segue normalmente la scomparsa di ogni artista giovane e dissipato. C'è, in più la certezza che Andrea, pur avendo prodotto un' impressionante quantità di materiale (fu pittore, fumettaro, vignettista satirico, scenografo, illustratore, costumista, frammentario, ma efficacissimo scrittore), avesse appena cominciato a raccontare: di sé e del mondo. [...]

[Michele Serra, presentazione de "l'antologia illimitata" © Profile Multimedia]



[da "Gli ultimi giorni di Pompeo" 1987 © Andrea Pazienza © Editori del Grifo Montepulciano]

Postilla dell'Autore a "Gli ultimi giorni di Pompeo"

Cari Voi che mi avete seguito sin qui. Così finisce l'ultima puntata di Pompeo e, presumo, anche un lungo capitolo della mia vita. Questi s'era aperto "fumettisticamente" nel settantasette con Pentothal (del quale Pompeo è, forse, l'alter ego invecchiato), e, tra alti e bassi chiude adesso, nove anni dopo. Anni che, come si dice, sono "volati". In qusti anni ho scoperto diverse cosucce. Intanto di non essere un genio. Perchè sì, lo confesso, da ragazzo ci speravo. Invece no, sono un fesso qualsiasi. Però, c'è sempre un però, è vero, sono un disegnatore eclettico. Un disegnatore ecletto-sfaticato. Poi ho scoperto di non essere attendibile, e di non essere tante altre cose, deficenze a volte gravi delle quali chiedo a qualcuno di perdonarmi. [...] Ora che vivo in campagna come un cretino non sono più depresso e quindi saluto volentieri gli amici che mi sono rimasti qua e là nelle città. Le amiche soprattutto. Di me, volendo, si può dire tutto il male che si vuole, però tante di quelle cose non sono vere. Capisco viceversa la delusione di qualcuno quando si è accorto che il fumettaro per cui tifava altri non era che il fesso di cui sopra. Ora, naturalmente, che sono fesso me lo posso dire io da solo, perchè sono sempre in grado di stracciare il novanta per cento dei vostri. Però (di però ce ne possono essere i pacchi), non ho mai pensato al soldo, mentre disegnavo, casomai subito prima, o subito dopo, mai durante. Voglio dire che alla fine ho sempre fatto quel che ho voluto, senza badare acché 'ste cose si potessero rivendere di su o di giù. Ora che vivo in campagna i ragazzi di qui mi chiamano "vecchio paz" e, faccio per dire, ho ventinove anni.

[Andrea Pazienza 1984 1985 1986]

[da "Andrea Pazienza" di Andrea Pazienza © Comic Art 1988]

Inediti e materiale vario

Ritratto del cane "Birillo" - Per gentile concessione di
Duccio Mangiavacchi

Zanardi disegnato sull'armadio di D.Mangiavacchi - Per gentile concessione dello stesso