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Home » News » A Siena un convegno sull'agriturismo in Toscana

Dopo la crisi, nulla sarà come prima per l'agriturismo toscano. Presenze in
lieve calo secondo la Provincia (-2%), ma solo grazie all'emergere del
"sommerso". L'eccessiva crescita dell'offerta (+16% in Toscana nel solo
2003) e l'arretramento della domanda estera hanno aperto infatti, nei
registri delle aziende, "buchi" di -30% rispetto al 2002. Da qui la
necessità di "riposizionare" sul mercato il nostro agriturismo in funzione
delle nuove esigenze di "brevità" dei soggiorni e di difendere
l'"autenticità" del prodotto.


In un messaggio del Presidente Ciampi l'invito
a salvaguardare il mondo rurale. Questi i contenuti del convegno
"L'agriturismo toscano tra ruralità, legalità, ambiente: tre idee per uscire
dalla crisi" tenutosi mercoledì 29 ottobre a Siena.


C'erano tutti, ad assistere al convegno organizzato
dall'Anpa Toscana (Associazione Nazionale Produttori Agricoli) in
collaborazione con la Libera Associazione Agricoltori Senesi presso la
camera di Commercio di Siena e dedicato a "L'agriturismo toscano tra
ruralità, legalità, ambiente: tre idee per uscire dalla crisi": operatori,
pubblici amministratori, banchieri, politici, intermediari commerciali,
istituzioni. Il tema del resto era di quelli "caldi". Tanto caldo che sono
stati in tanti, quest'estate, gli imprenditori rimasti scottati dalla crisi
in cui è precipitato un settore, quello dell¹agriturismo, troppo facilmente
ribattezzato negli ultimi anni una gallina dalle uova d'oro e una fonte di
facili guadagni.


Sull'argomento (introdotto dal Presidente della Repubblica con un lungo
telegramma indirizzato al presidente dell'Anpa Toscana, Bruno Olmastroni,
nel quale Carlo Azeglio Ciampi ha sottolineato le valenze dell'ospitalità
agrituristica quale elemento fondamentale per la tutela del paesaggio, delle
tradizioni, dell'architettura rurale e delle produzioni agricole italiane)
si sono misurati l¹assessore al turismo del comune di Siena, nonché
imprenditrice agricola e agrituristica, Donatella Cinelli Colombini; il
consigliere del ministro Alemanno, Donatella Santinelli; il consigliere
dell¹Ismea, Fulvio Mamone Capria; il presidente della commissione
agricoltura del Consiglio Regionale, Fabio Roggiolani e il presidente
nazionale dell¹Anpa, Furio Camillo Venarucci.


Base della discussione, il corposo documento sulle linee guida della nuova
legge regionale e dei relativi, emanandi regolamenti di attuazione inviato
dal responsabile per l'agriturismo dell'assessorato all'agricoltura della
Regione, Renzo Spagnesi, che a causa di un improvviso impegno a Roma non era
potuto intervenire di persona al convegno.


Sul tappeto, il calo delle presenze del 20%, 30% e anche 40% lamentato
quest'anno dalle aziende di tutta la Toscana, contrapposto al ­15% diffuso
dalle associazioni di categoria e all'appena ­2% emergente dalle
statistiche ufficiali. Un "balletto" di cifre che trova forse la sua
spiegazione in una lettura più articolata della realtà del settore. La
sostanziale tenuta delle presenze agrituristiche globali in provincia è
infatti da farsi dipendere, almeno in parte, dalla violenta "emersione" di
un sommerso "stanato" quest'anno dalla minaccia di forti sanzioni messa in
campo dalle autorità contro chi finora ometteva in tutto o in parte di
segnalare all¹amministrazione gli arrivi degli ospiti.


Una tenuta quantitativa che ha però dovuto fare i conti con l'ennesimo balzo in avanti
dell'offerta - passata dalle 1950 aziende autorizzate in Toscana nel 2001
alle 2300 del 2002 e alle 2600 di quest'anno, con un aumento di oltre il 16%
in dodici mesi ­ che ha costretto gli operatori a dividersi una torta
divenuta troppo piccola per sfamare tutti.


Inquietanti le informazioni venute da Donatella Cinelli Colombini, che ha
ammonito i presenti sul fatto che, "statisticamente, anche quando c'è una
ripresa, dopo una crisi i mercati non tornano mai quelli di prima". "Ecco
perché, ­ ha aggiunto l'assessore, ­ occorre riposizionare subito il nostro
prodotto sul mercato, tenendo conto di una domanda che chiede sempre più
servizi e soggiorni sempre più brevi, fino ad appena due giorni di
permanenza, senza tuttavia rinunciare al requisito fondamentale di
un'"autenticità" del soggiorno agrituristico che sia anche percepita
dall'ospite: e non, come spesso accade, data per implicita".


Un concetto cui ha fatto riferimento anche Bruno Olmastroni quando, introducendo i lavori
del convegno, ha richiamato il recupero della ruralità, il principio della
legalità e l'insostituibile valore aggiunto offerto dall'ambiente come
condizioni essenziali per la valorizzazione di un'offerta agrituristica
davvero legata alla campagna e all¹azienda agraria. Gli ha fatto eco
Donatella Santinelli, confermando la gravità dei dati in suo possesso sul
calo delle presenze (con punte di ­40%) e l'impegno del ministro Alemanno
nella difesa a oltranza della tipicità del prodotto agricolo italiano, ivi
incluso l¹agriturismo.


Un settore, secondo Fulvio Mamone Capria, fondamentale per il mantenimento della
multifunzionalità cui si ispira la "nuova" impresa agricola disegnata dalla legge di
orientamento. "Troppi investimenti speculativi, ­ha sottolineato Fabio Roggiolani, ­ in
questo comparto, divenuto territorio di conquista di grandi gruppi finanziari con
il rischio non solo di veder svilite le peculiarità rurali dell'agriturismo,
ma anche di provocare ricadute negative sul territorio in termini di impatto
ambientale e paesaggistico".


Legame inscindibile tra attività agricola e attività agrituristica in
termini di connessione e di complementarità, contenimento del numero dei
posti letto, obbligo dell'uso prevalente di prodotti propri o locali: questi
i principi ispiratori della nuova legge regionale sulla materia approvata
nel giugno scorso, e di cui sono in discussione i regolamenti di attuazione,
illustrati nella sua relazione dal dirigente della Regione Toscana, con
delega per l¹agriturismo, Renzo Spagnesi.


Ma notizie importanti per il futuro del settore sono emerse, durante il
convegno, anche dalle testimonianze dirette degli operatori agrituristici.
Uno, in particolare, l'elemento sul quale gli addetti ai lavori dovrebbero
confrontarsi con attenzione: la crisi del 2003 - una crisi strutturale
destinata a prolungarsi, sebbene forse in termini meno pesanti, anche per la
stagione 2004 - ha condotto non solo all'uscita di molte aziende dal mercato
e ad una brusca interruzione degli investimenti nel settore, ma anche alla
chiusura di una considerevole percentuale delle agenzie di intermediazione
che nell¹arco di un decennio erano nate in Italia e all'estero, contribuendo
in modo decisivo all¹espansione capillare dell'offerta sulle piazze di
sbocco. "Il sistema distributivo del prodotto agrituristico si è
letteralmente destrutturato", è stato detto, "lasciando moltissime aziende
prive della possibilità materiale di accedere alla potenziale clientela".


Il convegno è stato organizzato da:

Associazione Nazionale Produttori Agricoli (A.N.P.A.) ­ Delegazione Toscana

Associazione Nazionale Produttori Agricoli (A.N.P.A.) ­ Sezione di Siena

Libera Associazione Agricoltori Senesi (L.A.A.S.)

 

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