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Home » News » Trasimeno Blues

«Abbiamo riscontrato un afflusso di pubblico complessivamente superiore a quello registrato lo scorso anno. Credo si possa parlare di circa 40.000 presenze ai 24 concerti proposti in questa edizione; un risultato straordinario che conferma la qualità del festival.
Abbiamo anche riscontrato, attraverso nostri sondaggi, una notevole presenza turistica nelle strutture ricettive del comprensorio. Credo che anche da questo punto di vista i dati effettivi dovrebbero confermare una sensibile crescita. Sono molto soddisfatto della qualità musicale degli artisti che con grande passione hanno dimostrato di apprezzare molto la formula del nostro Festival e di rimanere affascinati dalla suggestione di questi luoghi e dal calore manifestato dal pubblico».

Gianluca di Maggio, direttore artistico di Trasimeno Blues, fa un primo bilancio dell'undicesima edizione della rassegna che si è tenuta dal 20 al 30 luglio con più appuntamenti musicali ogni giorno.
All'appuntamento più importante, quello con Lucky Peterson in esclusiva italiana, è giunta sulle rive del Trasimeno anche la massima carica politica dell'Umbria, la governatrice Maria Rita Lorenzetti. «Devo infine ringraziare _ continua Di Maggio _ , oltre a tutte le istituzioni locali che credono in questa manifestazione e la sostengono, tutte le realtà dell'associazionismo e dell'imprenditoria locale che ci hanno egregiamente ed efficacemente supportato nell'organizzazione delle undici serate. Un supporto questo che consolida il radicamento di Trasimeno Blues nel suo territorio».
Lucky Peterson ha attirato a Castiglione del Lago anche molti giornalisti dagli Statui Uniti, dato che si esibisce raramente nel suo paese. Ha un disco in uscita con ospiti importanti e in Umbria si è presentato con un solista d'eccezione, Rico McFarland. Ma sono stati di qualità eccellente anche gli altri artisti che hanno  dato vita alla rassegna. Tra gli stranieri ricordiamo Eric Bibb, Big Bill Morganfield, Phil Guy, Ronnie Baker  Brooks, mentre tra gli italiani sono saliti sul palco Gegé Telesforo, Eugenio Finardi e i migliori esponenti della scena blues nazionale come Dario Lombardo e Max Prandi. «Con 11 anni al proprio attivo Trasimeno Blues _ spiega il giornalista musicale Ernesto de Pascale che ha collaborato alla manifestazione _ , completando e portando a termine anche l’espansione geografica attorno alle rive del Trasimeno, con il suo tono informale e in molti casi amichevole, ha permesso a un pubblico sempre più vasto di interagire quotidianamente con gli artisti della scena blues contemporanea. Era una scommessa non facile sulla carta fin dall’inizio, ma che è stata vinta con successo. Gli artisti oggi chiedono di poter partecipare a questa lunga festa, segno che il festival si è imposto sul territorio e ha un ruolo ormai nazionale». Esempio di questo è il ritorno a un solo anno di distanza di Corey Harris che ha chiuso la rassegna domenica a Città della Pieve. «Il Trasimeno Blues festival _ spiega Harris _ è un appuntamento magico come i luoghi in cui si svolge. Ha un significato speciale per me perché da un anno all'altro mi ha permesso di presentarmi sia in formazione elettrica sia acustica. In un periodo in cui il mercato discografico del blues è solo virtuale (Harris è attualmente senza contratto nonostante sia il protagonista di "Dal Mali al Mississippi" di Martin Scorsese) festival come Trasimeno Blues fortificano il sodalizio con un pubblico sempre più competente e giovane».
Massimo Bianchi, presidente della Comunità Montana Associazione dei Comuni Trasimeno - Medio Tevere, ente coordinatore della manifestazione, esprime grande soddisfazione per il successo dell'undicesima edizione del festival. «Soprattutto nelle ultime due edizioni Trasimeno Blues ha fatto un salto di qualità _  afferma Bianchi _ sia per l'alto livello delle proposte artistiche che per l'ulteriore aumento di pubblico che si è registrato anche quest'anno. Oltre che culturale questo festival ha per noi un significato diverso rispetto alle altre manifestazioni simili che si svolgono nel resto dell'Umbria in quanto si conferma come volano di promozione turistica del nostro territorio che è il fine principale per cui continuiamo ad animare, sostenere e credere in questa iniziativa con un impegno, anche da parte dei singoli comuni coinvolti, che sarà sempre maggiore. Infine un plauso va all'impeccabile organizzazione che cresce insieme al festival».
Dopo la chiusura del Festival, Trasimeno Blues apre un altro capitolo,  quello di "Bianco, Rosso e Blues" con l'anteprima il 10 agosto all'Isola Polvese. 


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