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Home » News » C. Ercolani, opere 2000-2003

Curio Ercolani, 74 anni, presenta in anteprima alle Terme di Chianciano (Salone Fellini)
dal 2 al 10 ottobre prossimi una selezione di opere inedite realizzate per la mostra che
da tempo sta curando dal titolo “La forza del colore nella natura”, un percorso pittorico
con il quale l’artista, con il solo uso del colore, propone un itinerario inedito
attraverso forme edite ed inedite della sua terra, paesaggi e contesti di “Terra di
Siena”. La mostra sarà presentata in una cornice insolita; le opere saranno come narrate
e i suoni caleranno lo spettatore dentro ciascuna forma proposta.




Ercolani ha iniziato a dipingere subito dopo aver frequentato il Liceo Artistico a Roma e
da allora non hai mai smesso diventando il pittore per eccellenza della natura toscana,
con paesaggi, figure, colori sempre nuovi, sempre diversi ogni volta a rinarrare la
storia di un ambiente unico. Considerato uno tra i pittori del Ventesimo secolo che,
come tanti altri, si rifiuta di vedere morire l’arte figurativa, ha resistito in questa
sua strada, quando nelle aste internazionali, con il plauso dei grandi critici e le
celebrazioni negli scritti dei giornali specializzati, andavano a ruba quadri che
assomigliavano a tutto fuor che a una tela.


Nell’epoca in cui si sono viste in mostra scatole contenenti elementi personali degli
artisti, acquirenti estasiati davanti ad una serie di sassi, pietre di fiume sistemate
sul pavimento, e peggio ancora, se ripensiamo all’esposizione alla Biennale di Venezia
dove fu esposto un povero down. Ed ancora basti ricordare quando da Christie’s veniva
battuto all’asta, a prezzi da capogiro, un sacchetto di plastica con dentro immondizia
vera. Tutto questo non è mai entrato a far parte della visione artistica di Curio
Ercolani. «Non mi sono mai discostato dalle mie convinzioni. Ritengo che i segni e le
tecniche pittoriche debbano essere il frutto dell’esperienza, della sperimentazione di
decenni e non dell’improvvisazione abbellita ed abbagliata da fenomeni collegati e privi
di concettualità artistiche».


Insomma, in epoche in cui gli artisti hanno fatto di tutto fuorché dipingere con colori e
pennelli, tentando di far eclissare la pittura figurativa, in epoche in cui molti sono
riusciti a tenere banco in una sorta di delirio planetario organizzato che sembrava
inarrestabile, Curio Ercolani - non certamente l’unico artista a continuare a credere in
percorsi diversi - proseguiva dritto nel suo cammino senza cedere a queste tentazioni.


Seppur ancor oggi questo mercanteggio di opere “strane” continua ad esistere, si può
essere artisti anche senza prendere in giro la gente. Ed Ercolani la gente l’ha sempre
amata e rispettata; l’ha dimostrato continuando a usare colori e pennelli miscelati ad
elementi della natura come la sabbia; in questo modo il senso critico (della gente, non
dei critici) ha avuto il sopravvento.


Oggi si stanno facendo di nuovo largo – come ha rilevato recentemente anche Egon von
Fürstenberg all’ultima Biennale di Venezia “i pittori che sanno dipingere, nel senso che
conoscono i colori e sanno tenere il pennello in mano”. Ercolani è uno di questi pittori.


Ercolani si è sforzato per rimanere se stesso quando tutto il mondo voleva percorrere
altre strade impervie. «Quando si dipinge – dice Ercolani – si dipinge prima di tutto
per se stessi e poi si pensa all’emozione che si può procurare agli altri. Quello che
propongo oggi è il frutto di una vita di studi e ricerche. La materia è fatta di colore
ed io il coloro l’uso per creare la materia».

 

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