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Una stella di prima grandezza, Taj Mahal; tre solisti e un gruppo di livello
internazionale; sette formazioni italiane provenienti da due mesi di selezioni nei
locali della Valdichiana
senese e aretina. Questa la formula del Torrita Blues Festival, giunto alla sua 17/a
edizione a Torrita di Siena.
L'edizione 2005 si svolge in tre serate nella consueta cornice di Piazza Matteotti: la
prima (il 30 giugno) dedicata ai gruppi blues nazionali provenienti dal concorso Effetto
Blues, mentre il 1 e 2 luglio saranno protagonisti grandi nomi cosi' come negli anni
passati lo sono stati John Mayall, Sam Myers, Canned Heat, Charlie Musselwhite e, tra
gli italiani, Fabio Treves e Tolo Marton.
In tutte e tre le serate sara' inoltre presente Jay Sieleman, direttore della Blues
Foundation di Memphis, che verra' apposta dagli Stati Uniti per l'occasione.
Venerdi' 1 luglio saliranno sul palco Betty Lavette, Otis Grand e Sonny Rhodes, ma la
grande attesa e' per la serata del 2 luglio in cui si esibira' Taj Mahal,
polistrumentista, cantante e compositore, vero cultore della musica popolare nera nelle
sue varie forme.
Chiude il programma lo zydeco (il blues tipico della Lousiana) di Li'L Brian & the
Zydeco Travelers, formazione tra le piu' attive e impegnate a contaminare il genere con
atmosfere funky e rhythm'n blues.
Ulteriori informazioni si possono trovare nel sito www.torritablues.it.




Una novità importante per il Festival Blues della Valdichiana senese: la serata
inaugurale del Torrita Blues sarà dedicata infatti interamente ai gruppi italiani. La
scelta, una serie di serate che vanno sotto il nome di Effetto Blues, è stata effettuata
durante i mesi passati in vari locali tra le province di Siena e Arezzo, su una rosa di
oltre 40 formazioni provenienti da tutta Italia. La serata vedrà alternarsi sul palco 6
gruppi. Uno di essi, i Blue Devils, partecipa fuori concorso.
Questi i protagonisti della serata


STURM GUITAR & The Ballatine Band (Foiano della Chiana)
Sound travolgente,dinamiche attente,suono alla Stevie Ray Vaughan,e straordinaria
comunicazione con il pubblico amante del Blues, in questo momento è il “Bluesman” più
ricercato nella provincia di Arezzo con il nome di “B.B.King della Valdichiana”.


BLUES DRIVERS
Nascono nel 1994 con lo stile di Chicago, ma il loro show e` molto piu fruibile e
trascinante, fatto di sensuale e torrido blues con influenze funky ed emozionanti
incursioni nel soul. Suonano con un certo stile gli standard del blues (Muddy Waters,
Robert Johnson, Little Walter), rhythm `n blues (Big Joe Turner, Fats Domino) e soul
(Rufus Thomas, James Brown) oltre a numerose composizioni proprie.


La "STILL NAMELESS BAND" nasce ad Alcamo, in provincia di Trapani nel Maggio del 2003
per iniziativa di Roberto e Giuseppe, rispettivamente chitarrista e bassista del gruppo.
Le diverse influenze musicali, decontestualizzabili dal tutt'uno dei brani, sono il
punto di forza che ci da la capacità di esprimere la potenza immaginativa della musica e
la sua intensa capacità evocativa.


LOWDOWN FELLOWS (Genova)
Il progetto della formazione prende spunto da una precisa ricerca stilistica volta ad
uscire dalla troppo diffusa consuetudine delle sonorità rock per riscoprire e fare
riscoprire le valenze di un blues forte delle sue peculiarità espressive che, partendo
dalla Chicago dei capostipite del genere elettrificato anni ’50/’60, arriva ai giorni
nostri attraverso gli interpreti contemporanei che meglio hanno saputo attualizzarlo
senza snaturarlo.


ALMOST BLUE’S BAND (Frosinone)
La band è un classico power-trio di identità rock-blues , guidato da un giovanissimo
(18enne) chitarrista e cantante che possiede già la bravura, la tecnica e non per ultimo
il sound di un navigato veterano, considerato dalla critica e dal pubblico come una tra
le promesse più interessanti del panorama blues italiano.


BLUE DEVILS (Roma)
Sono attivi da vari anni nel circuito dei locali e dei festival del centro italia.
Propongono un mix di rock, blues, funk e reggae che, ancorato saldamente alle radici del
blues dei maestri storici quali Robert Johnson, Willie Dixon, B.B. King e Muddy Waters,
spazia nel blues progressivo inglese e americano dei '60 e '70.



“Abbiamo spostato lo svolgimento della manifestazione esclusivamente per lui. Taj Mahal
è un personaggio che non potevamo farci sfuggire e siamo orgogliosi di presentarlo a
Torrita di Siena. E’ uno dei grandi musicisti (come in passato John Mayall) che danno
lustro a una rassegna fatta con tanta passione e che porta il nostro piccolo centro
all’attenzione degli appassionati di blues di tutta Italia”. Luca Romani, che presiede
l’associazione Torrita Blues, presenta così la serata con il grande bluesman Taj Mahal
che chiude la rassegna Torrita Blues Festival giunta alla sua diciassettesima edizione.
Si tratta di un importante appuntamento del festival che tradizionalmente apre la serie
delle grandi rassegne musicali in Toscana.
Ad aprire la serata un gruppo italiano a cui è affidato il compito di “scaldare” il
pubblico., i Bonus Track, vincitori dalle selezioni Effetto Blues che si sono avute nei
mesi di aprile e maggio e che il Festival ha organizzato per la prima volta. Sarà una
grande esperienza per questi giovani musicisti, vincitori assoluti della prima edizione
di Effetto Blues; nati nell’aprile del 2001, propongono un lungo viaggio blues e rock
blues, proponendo brani originali. Il repertorio include anche brani rivisitati tra cui
quelli di Rory Gallagher, di cui i Bonus Track sono grandi ammiratori.
Poi sarà la volta di Taj Mahal: Polistrumentista, cantante e compositore, vero cultore
della musica popolare nera nelle sue varie forme.Taj Mahal da tre decenni percorre la
sua strada di eclettico sperimentatore senza badare troppo a esigenze commerciali. Taj
Mahal alla fine degli anni sessanta si dedica al blues in senso stretto concedendosi
solamente alcuni accenni soul.
Con l’arrivo degli anni ’70 Taj Mahal si apre alle contaminazioni rag, jazz, funky-soul,
per dirigersi verso le radici africane della black music e ai ritmi caraibici.
Stabilitosi alle Hawaii nei primi anni ’80 si dedica a una intensa attività
concertistica, per poi riprendere la pubblicazione di album nel 1991. Questo suo
nomadismo lo porta ad esibirsi con i musicisti più disparati e sempre in questa fase
collabora a tantissimi progetti discografici di altri artisti.
Alla fine grande allegria con lo zydeco di Li’l Brian & The Zydeco Travelers.
All’interno della tradizione eclettica dello zydeco (blues della Lousiana), si collocano
oggi fenomeni come Li’l Brian che, partendo dalle basi poste da Chenier e Delafose,
allarga la visione tradizionale alle moderne influenze del funky, dei vari generi pop e
del R’n’B.



 

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