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Home » News » Valdichiana candidata a bene immateriale dell'UNESCO

Valdichiana candidata a bene immateriale dell'UNESCO

 


Le tradizioni, le pratiche quotidiane, le conoscenze e le competenze non codificate ma trasmesse oralmente, quando costituiscono il patrimonio di una comunità possono diventare rappresentative dell’intera umanità.


La Val di Chiana, consapevole della enorme mole di elementi con queste caratteristiche che formano la sua essenza, si candida alla designazione di Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO per i beni culturali immateriali.


E’ l’obiettivo che persegue l’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese che, al fine di presentare la candidatura del territorio, sta predisponendo il progetto che ne è il presupposto.


 


Il tema è stato rilanciato con forza in occasione della seduta di insediamento del Consiglio dell’Unione allorquando l’assemblea ha deliberato la destinazione di 30.000 Euro proprio al finanziamento di tale progetto.


 


C’è un gruppo di lavoro che sta mettendo a punto i contorni della candidatura” spiega Andrea Rossi, Presidente dei Comuni uniti della Valdichiana nonché Sindaco di Montepulciano “e da una serie di confronti, anche con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, è emerso il profilo che proporremo all’attenzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la Cultura. Il percorso dimostrerà quanta influenza, dagli Etruschi ad oggi, avranno esercitato sulla civiltà locale la vite, l’olivo e l’acqua al punto da diventare elementi distintivi di un territorio unico al mondo e capaci di produrre benessere per la popolazione, coesione sociale, qualità della vita”.


 


Sarà così possibile valorizzare un patrimonio di tradizioni, conoscenze, competenze, che, grazie al lavoro dell’uomo, si è consolidato nei secoli, ci ha consegnato un paesaggio che è frutto proprio di quell’impegno e ha creato la base su cui sono stati costruiti progetti culturali di grande valore. Oggi, per esempio, il Cantiere Internazionale d’Arte, con la sua storia quarantennale, o il Festival Orizzonti, più giovane ma in forte crescita, rappresentano allo stesso tempo strumenti di crescita per la popolazione, di benessere psico-fisico ma anche elementi di sviluppo del territorio”.


 


La candidatura a Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco – conferma il Presidente – sta nell’ambito di un progetto complessivo di promozione e sviluppo turistico della Valdichiana. Dopo la chiusura delle APT e l’accentramento a livello regionale delle attività di valorizzazione dei territori, i singoli brand possono e devono organizzarsi attraverso gli strumenti che la legge mette loro a disposizione. Siamo partiti dal progetto “Paesaggi del benessere”, che collega le bellezze ambientali del territorio in un unico itinerario che supera i confini comunali e potenzia le peculiarità di ciascuno per arrivare a definire la candidatura-UNESCO. Basta riflettere sulle caratteristiche dei nove comuni dell’area per rendersi conto che con i tre prodotti del lavoro umano (vino, olio, utilizzo delle acque termali) abbracciamo l’intera nostra realtà”.


 


Come è noto, oltre alla valenza culturale, il riconoscimento dell’UNESCO ha un enorme valore promozionale richiamando sul territorio che lo riceve un’attenzione autenticamente universale. Inoltre nel processo di “costruzione” della candidatura è previsto un ampio coinvolgimento della popolazione che produrrà un’ulteriore crescita, anche nei singoli, dell’identità e del senso di appartenenza all’area.


 


Il progetto di candidatura da presentare all’UNESCO ha raccolto il voto favorevole dei rappresentanti di centrosinistra dell’Unione dei Comuni mentre le opposizioni si sono limitate ad un’astensione, posizione politicamente corretta, motivata dal collegamento tra l’atto approvato ed il bilancio dell’Ente, ma evidentemente mitigata dall’interesse e dal consenso che la proposta ha incontrato anche nelle minoranze.


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