italiano english Aggiornato a Dicembre 2017
>> Turismo
>> Last minute 16 off.te
- Bed & Breakfast
- Casa Vacanze
- Agriturismo
- Hotel
- Strutture di prestigio
- Meubl
- Enoteche e bar
- Ristoranti e Osterie
- Cantine
- Prodotti Tipici
- Servizi

» Resort & Spa
- Etruria Resort & Natural Spa

>> Scuole di Lingue
- Il Sasso

>> Agenzie di incoming
- Terre Toscane

» Piscine
- Piscine Fonte di Bellezza

>> Shopping Online
- Vino Nobile Shop
- Vini di Toscana
- Contucci
- Crociani
- Piazza Grande Wines
- Piazza Grande 12
- Palazzo Vecchio

>> Autonoleggio
- Il Girasole
- Limousine Service Il Girasole
- DG autonoleggio
- Caroti

>> Escursioni guidate
- Cicloposse
- Crete di Siena in Moto

>> Benessere
- Stabilmenti termali

>> Affari ed economia
- Artigianato
- Aziende Agricole
- Edilizia
- Trasporti
- Servizi
- Altre attivit

>> Territorio
- La Valle
- Cenni storici
- La bonifica
- I centri maggiori
- La Razza Chianina
- Gastronomia
- Pubblicazioni
- Artisti
- Unione Polisportiva
   Poliziana


>> Eventi
- Gli eventi del mese

Home » News » Debutta a Orizzonti Festival il nuovo allestimento del Dittico Pierrot Lunaire e Gianni Schicchi

Debutta a Orizzonti Festival il nuovo allestimento del Dittico Pierrot Lunaire e Gianni Schicchi
Due storie diverse, lontane, che la regia ha saputo tenere insieme nella visione e nell’idea di un mondo in disfacimento: l’impianto scenografico è infatti quello di un’orbita declinata che in Pierrot Lunaire era il simbolo della deriva di un mondo, i cui oggetti sono cosparsi sul palco come rovine di una realtà morente, grigia, a cui sopravviverà solo Pierrot, ormai straniato e libero.

La complessità del personaggio di Pierrot Lunaire, la molteplicità instabile del suo carattere, è stata ben resa da Laura Catrani, abile nell’esprimere tutte le sfumature espressive e tonali: la fragilità psicologica di Pierrot si riversa nell’uso libero dell’intera gamma dei dodici suoni cromatici. L’opera, solitamente destinata a una forma di rappresentazione semiscenica o concertistica, proprio a causa della sua complessa struttura, trova in questo nuovo coraggioso allestimento uno spazio scenico funzionale e significativo, in grado poi di evolversi in continuità con il successivo Gianni Schicchi di Giacomo Puccini.

È un’altra realtà, quella di una famiglia aristocratica fiorentina, un mondo avido che si scopre diseredato: l’orbita lunare diventa qui una tavola imbandita di ricchezze consumate al pari dei sentimenti affettivi che, di fronte alla brama di ricchezza, appassiscono come i gigli di una Firenze al suo massimo splendore che ormai non c’è più.

La deriva è qui più evidente, più infida, e a nulla vale la farsa con cui il sapiente Puccini ha voluto mascherarla: i costumi sporcati di rosso, come corrotti, il tavolo che affonda e i commensali si abbuffano di quel che resta intorno al letto su cui giace Buoso Donati, sempre in scena come monito inutile e ignorato, eppure presente. Molte le citazioni artistiche, tra cui la più evidente è quella di “Miseria e nobiltà”. Apprezzabile anche l’approccio registico che ben caratterizza i personaggi dandogli interessanti e nuove sfumature cinematografiche.

L’esecuzione è affidata all’orchestra da camera del Maggio Musicale Fiorentino ed è diretta dal Maestro Sergio Alapont. L’opera replica lunedì sera alle 21.30 in Piazza Duomo.

DALL'ARCHIVIO
di Valdichiana.it
24

 

<< back


 


Copyright 2002-2017 valdichiana.itP.IVA00926760521