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Home » News » Palio dei Somari: vince Porta a Pago ed

Sono proseguiti fino quasi all’alba di ieri (domenica) i festeggiamenti per la vittoria di Porta a Pago nel Palio straordinario dei Somari, disputato sabato sera. E quando alle quattro del mattino gli ultimi dirigenti della contrada rossoverde si sono ritirati, dopo una maratona che andava avanti da quasi 36 ore, davanti ad uno dei maxi-video che rilanciava a ciclo continuo la telecronaca della corsa, c’era ancora un gruppetto di irriducibili. E tra questi, inconfondibile per statura, ciuffo biondo ribelle e soprattutto per il sorriso stampato sul volto, c’era anche il grande protagonista di questo palio, Luca Massai, il fantino vittorioso.


Era un’edizione straordinaria per i 150 anni dell’Unità d’Italia, lo è diventata proprio per l’esito della carriera che ha visto trionfare un fantino che esordiva a 39 anni sul tufo dopo aver ricoperto praticamente tutti i ruoli in contrada e nell’organizzazione, al punto da diventare quasi un simbolo della manifestazione.


Il trionfo di Luca, battezzato “Doppietta”, in omaggio ad un’altra sua grande passione, la caccia, è stato vissuto dai torritesi come la concretizzazione di una bella favola tanto da scatenare una festa collettiva come forse non si era mai vista prima, con tutte e otto le contrade travolte dalla felicità per il successo del “ragazzo del Palio”.


La vittoria di Doppietta è stata un autentico capolavoro ed ha dimostrato che le lunghe sessioni di allenamento a dorso di ciuco, insieme ai grandi della piazza, sono state utili ed hanno sopperito alla sua mancanza di esperienza in gara.


Ma il sigillo di Porta a Pago, il quinto per la contrada presieduta da Riccardo Roghi, a 6 anni dal’ultimo successo, è coinciso anche con una carriera divertentissima, che ha entusiasmato il pubblico, non solo per la suggestiva ambientazione notturna ma soprattutto grazie al comportamento dei somari provenienti da Roccastrada, magnifici esemplari capaci di abbinare la velocità e la docilità con le bizzarrie tipiche della loro indole.


Nella finale a cinque è stata subito tagliata fuori Stazione, che pure era stata favorita dal sorteggio che le aveva assegnato Clementina, un soggetto agile e velocissimo; ma l’immediata caduta del fantino “Carrello” ha escluso i bianco-rosso-blu dalla lotta per la vittoria. Anche Porta a Sole ha rapidamente rimesso i sogni di gloria, a causa di un somaro – Tosca – decisamente lento e scorbutico. Così sono rimaste in tre a lottare per il bel panno dipinto da Nico Posani Della Palma: Porta Nova, con Alessandro “Cobra” Guerrini, su Camilla, al comando fino all’ultima curva; Le Fonti, con la sorpresa dell’ultimo secondo, Roberto “Bacchino” Goracci, su Nuvola, irriducibile come sempre, e appunto Porta a Pago con Luca Massai, su Murrita.


Per l’altissimo fantino tutto sembrava finito a causa di una scivolata all‘uscita del secondo tornante “delle monache”. Ma Doppietta è stato abilissimo, non ha perso le briglie, è rimontato velocemente in groppa ed ha iniziato un prodigioso recupero che, sulle ali dell’incitamento di 5.000 entusiasti spettatori, lo ha portato a compiere il sorpasso decisivo a pochi metri dalla riga bianca.


Tutto il resto è stato gioia, esultanza, decine di chili di pasta cotti fino ad oltre le 2 della notte, vino spillato direttamente dalle damigiane e soprattutto amicizia, affetto e soddisfazione per la bella favola di Luca Massai, di sua moglie Alessandra e della figlia Emilia, giovane allieva della scuola sbandieratori e tamburini.


L’esaltante svolgimento della carriera ha fatto quasi dimenticare una vigilia resa difficile dalla pioggia (che ha costretto gli organizzatori a ridurre il corteo storico ma che ha poi concesso l’auspicata tregua in serata) ma non ha messo in ombra altri lampi lanciati da questo palio straordinario come, uno su tutti, l’Inno di Mameli cantato in coro, quasi a squarciagola, dalle migliaia di persone convenute nella “bomboniera” del Gioco del Pallone prima che scattasse la finale.


Torrita esce da questa festa un po’ più stanca (l’impegno è stato improbo per tutti, dal Comune, all’Associazione Sagra di San Giuseppe, sempre ottimamente guidata da Silvana Micheli, alle contrade) ma, se ce ne fosse bisogno, ancora più unita e fiera della propria identità.


 

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