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Home » News » PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO DI GABRIELE VITI, "IL KAMASUTRA DEI DISABILI"

Gabriele Viti conduce ormai da lungo tempo una campagna di sensibilizzazione
verso alcuni aspetti della disabilità, relativi alla sfera dell'eros e della
sessualità, che sono solitamente censurati o temuti dall'opinione pubblica.
Nel quadro di questa attività, che ha visto la partecipazione dell'autore a
numerosi convegni ed incontri e che è stato coronato nel 2000 dalla
pubblicazione del libro "Il Kamasutra dei disabili", si è inserito appunto
il progetto di un film che illustrasse queste problematiche rivolgendole
però ad un pubblico più ampio di quello raggiungibile dalla pagina scritta.
Il documentario, girato nel 2006, arriva adesso a Cortona dopo aver riscosso
numerosi consensi ed positivi apprezzamenti ai vari Festival cinematografici
internazionali a cui è stato presentato (FictionFest di Roma, 2007; Emotion
Pictures Festival, 2009; Bellaria Film Festival, 2009; 7° International
Short Film Festival "Wie wir lebe" di Monaco, 2009).
Non attendiamoci però un catalogo di posizioni amorose o una storia
compassionevole, di frustrazioni accettate passivamente e di situazioni
improbabili ai nostri occhi di "perfettamente abili". Aspettiamoci invece di
vedere il percorso coraggioso e costruttivo, compiuto da un giovane come
tutti gli altri per legittimare e soddisfare quella che non è un'opzione ma
un bisogno spontaneo, un desiderio normale, un diritto. Il diritto all'amore
e all'eros, che dovrebbe essere proprio di tutti gli esseri umani. E non
scandalizziamoci se il documentario illustra che le forme per soddisfare
questo desiderio non sono sempre quelle convenzionali. E non stupiamoci se
vedremo fra i fotogrammi persone come noi che hanno iniziato una storia con
un disabile senza preoccuparsi dei mormorii della gente, non per spirito di
sacrificio o per compassione ma per una scelta dettata da un sentimento più
profondo che prescinde da ogni involucro esterno e da ogni valutazione
conformista. In tale senso la storia presentata dal documentario, che è la
storia di Gabriele autobiograficamente proposta in una serie di nuclei
narrativi, assume un più ampio carattere di universalità: quello di un
percorso difficile nel mare dei sentimenti e dei desideri, che è la storia
di ognuno di noi, ma con una maggiore complessità accentuata dalle
problematiche intrinseche nell'essere disabili, legata alla paura e alle
formule di non-accettazione sociale che caratterizzano l'eppur tanto
progredita società occidentale. Una vicenda fatta di persone che hanno
coraggiosamente interpretato se stesse, una vicenda in cui passato e
presente si fondono inscindibilmente nella lotta contro il pregiudizio e
contro le limitazioni alla libertà individuale.
Un'opera prima, quella di Gabriele Viti, che rappresenta una novità assoluta
nel panorama cinematografico nazionale (e non solo), dove il racconto non è
mai pietistico ma incisivamente smussato da una vena ironica e da un amore
per la vita che traspare da ogni inquadratura. L'inizio di un percorso
finalizzato a sollevare il velo della paura e del rifiuto e teso a
illustrare con semplicità, raccontandosi e raccontando, che la disabilità è
una delle tante forme della nostra realtà.


DALL'ARCHIVIO
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