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Home » News » Banca Valdichiana

Bilanci, progetti e opinioni del presidente e del direttore dell’istituto di credito
Banca Valdichiana: nonostante la crisi, crescono risparmi e investimenti. Imprenditori e
commercianti hanno approfittato delle agevolazioni offerte per la ristrutturazione degli
immobili. I giovani per l’acquisto della prima casa
Aumento del costo della vita, perdita del potere d’acquisto dei salari, crac della Cirio
e della Parmalat: ce n’è a sufficienza per far tremare i risparmiatori. E per provocare
qualche inevitabile difficoltà anche alle banche che con i risparmiatori – e con gli
investitori –lavorano quotidianamente. E tuttavia ci sono banche che, nonostante
situazioni di instabilità economica, riescono a chiudere i bilanci con risultati positivi
e aumenti consistenti.
E’ il caso della Banca Valdichiana di Credito Cooperativo Tosco Umbro. “Il legame stretto
con il territorio, una dimensione a misura d’utente, l’affidabilità dei servizi offerti
ai clienti sono i nostri punti di forza” spiega il presidente Omero Pagliai. Che, insieme
al direttore Fulvio Benicchi, parla dell’azienda, delle prospettive per l’anno in corso,
di Chiusi e dei progetti per il territorio.


“Nonostante la crisi economica lamentata da risparmiatori e da associazioni di
consumatori – dice Benicchi -, il 2003 ha confermato, come già gli ultimi anni, un
aumento sia del risparmio da parte delle famiglie sia degli investimenti da parte delle
imprese. E’ un segnale piccolo ma incoraggiante”. L’istituto di credito, infatti, ha
registrato una crescita dell’11,76% dei contanti e dell’8,6% della raccolta diretta (ad
esempio, attraverso conti correnti e certificati di deposito). Gli impieghi, invece, nel
territorio comunale sono aumentati addirittura del 23%, soprattutto per quanto riguarda
investimenti a medio e lungo termine. “Ad esempio – prosegue il direttore – numerosi
finanziamenti hanno interessato le ristrutturazioni di immobili, l’acquisto della prima
casa o spese per la riqualificazioni di aziende. Un trend buono, che si è mantenuto
pressoché invariato negli ultimi tre anni: i motivi sono molteplici, primo tra tutti il
decollo dell’area industriale alle Biffe dove molte imprese, quasi tutte finanziate da
Banca Valdichiana, hanno inaugurato nuove sedi”. “Da non dimenticare – aggiunge – il
successo riscosso dalle convenzioni siglate con l’amministrazione comunale sia a favore
dei giovani imprenditori sia per interventi di recupero del patrimonio immobiliare e del
miglioramento del decoro urbano nei centri storici. Basti pensare che solo nel 2002 la
banca ha sostenuto circa 150 operazioni per il rifacimento o la ristrutturazione di
edifici, negozi, vetrine. I risultati sono evidenti, è sufficiente fare una passeggiata
lungo le vie di Chiusi Città, ad iniziare da via Porsenna”.
“L’obiettivo ora – interviene il presidente Pagliai – è continuare su questa strada,
proseguire la collaborazione con il Comune per sostenere il commercio e il turismo, con
iniziative di rilancio in tutto il territorio, compreso lo Scalo. La strada da percorrere
è questa”.


Giudizio positivo anche verso le iniziative delle nuove associazioni dei commercianti
(Chiusi in vetrina e Commercianti del centro storico), quali la fiera, il Mercatino
Etrusco, la pista di pattinaggio su ghiaccio allestita in questi mesi in piazza XXVI
Giugno. “Inoltre, da alcuni commercianti – dice Fulvio Benicchi – ho saputo che i saldi
di fine stagione sono andati piuttosto bene. L’impegno delle associazioni è un punto di
partenza indispensabile affinché Chiusi acquisti maggiore vivacità e
centralità”. “Abbiamo lavorato accanto alle imprese e ai commercianti e vogliamo
continuare a farlo in futuro – concludono presidente e direttore – ma non ci siamo
scordati neppure altri settori fondamentali, dalla formazione professionale
all’istruzione, dalla cultura allo sport”. Solo per rendere l’idea: oltre a varie borse
di studio, l’istituto di credito collabora a master per imprenditori e a progetti
didattici nelle scuole. Il 25 aprile, infine, sarà inaugurato il Palazzetto dello Sport a
Sarteano che, come quello di Chiusi, porta anche la firma della Banca Valdichiana.

 

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