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Home » News » SAGRA DEL CIAMBELLINO DI ROGOMAGNO

degno di questo nome, ma la prima di tutte, è usare la farina giusta. Cosa scontata? Mica tanto... E menomale che anche in questa occasione ci viene in aiuto la sapiente arte del Molino Parri che produce, da tempo immemorabile, la Farina Ciambellina, ossia la farina adatta e specifica per dare al Ciabellino tutte le caratteristiche del caso!
Immagino che vi stiate chiedendo come una “straniera” possa conoscere certi segreti. Ebbene è presto detto: è vero, io a Rigomagno son nuova di casa, ma la curiosità non mi manca di certo, anzi! La ricetta segreta del Ciambellino mi ha subito affascinata e la tentazione di trasformare la mia cucina in un laboratorio di produzione di Ciambellini originali è stata praticamente istantanea. Ma come fare? Da dove partire? Una volta recuperata la Farina Ciambellina dovevo trovare anche una guida che mi accompagnasse passo per passo nella svolgimento accurato e preciso della ricetta. E visto che “non è la ricetta che fa il Ciambellino di Rigomagno, ma il manico”, chi meglio delle signore del nostro, ops! Scusate, vostro paese, poteva insegnarmi per bene l’esatta procedura per gustarmi un bel ciambellino inzuppato nel caffelatte e fatto con le mie manine?
Come sempre la gentilezza e la disponibilità dei rigomagnesi non finisce mai di stupirmi; anzi, diciamola bene: da estranea quale sono, pensavo che in questa faccenda la popolazione maschile di Rigomagno entrasse in gioco solo nel momento in cui il Ciambellino fosse già bello che pronto e non rimanesse altro da fare che immergerlo golosamente nel vinsanto o nel cappuccino a seconda dell’ora! Invece, le care donne di Rigomagno (che, ricordiamolo, son anche mogli) mi han fatto sapere che gli uomini si danno da fare eccome. Di certo non si mettono ad impastare la farina con le uova, ma si occupano di preparare il forno, cosa decisamente non trascurabile: infatti la preparazione e il controllo del forno (rigorosamente a legna) durante la cottura del caro dolcetto, possono essere considerati, a ben vedere, degli ingredienti veri e propri che determinano la riuscita o meno di un buon Ciambellino. In ogni caso i miei ringraziamenti sono indirizzati sopratutto alle donne che mi hanno accolto e hanno sopportato con serenità di rispondere a tutte le mie domande – e vi assicuro che erano parecchie!
Con ciò, non mi resta che riportare qui di seguito la formula magica del Ciambellino originale... e fidatevi, questa non è solo semplice cucina, ma vera magia, perché, se è certo che gli ingredienti son sempre quelli, metterli insieme nella maniera e nella quantità giusta, è autentica maestria.


La Ricetta – Ingredienti per 10 uova No, non è un errore: la ricetta non va a persone, ma a uova!
• Farina Ciambellina Molino Parri q.b.
• 800g di zucchero
• 4 presine di lievito (che io mi son chiesta: “ma che s’intende per presina? Una manciatina piccola? Ma quanto piccola?”. Mi vergognavo un po’ a chiederlo alle signore e infatti, posta la domanda, mi hanno guardata tutte quante un po’ scettiche e mi hanno spiegato che una presina equivale, più o meno, ad una bustina di lievito per dolci)
• 300g di burro
• 1 stecca e mezzo di vaniglia
• 2 limoni
• 1 bicchiere di rum
• Un po’ di semini di anice
• 30g di ammoniaca.
Per dieci uova, ho scoperto, servono più o meno 2 Kg di farina e con tutto l’impasto, così ottenuto, si possono modellare all’incirca una quarantina di Ciambellini, a seconda della mano che si occupa dell’operazione. E qui la questione della mano si fa veramente spinosa: infatti amalgamare per bene tutti gli ingredienti richiede sapienza.
Innanzitutto è necessario montare gli albumi a neve. In un altro recipiente sbattere i tuorli insieme allo zucchero e aggiungere la vaniglia, i semini di anice, i limoni grattugiati, il burro fuso e il rum. Infine, bisogna incorporare a tutto questo, molto delicatamente, gli albumi montati a neve precedentemente e la farina.
Una volta lavorato bene l’impasto si può aggiungere il lievito. Il passo successivo è quello dell’attesa, non troppa però: infatti bisogna far lievitare la pasta quanto basta e poi lavorala ancora sulla spianatoia (N.B: se dovesse appiccicarsi alle mani, aggiungere un po’ di farina). A questo punto si devono ricavare, da tutto l’impasto, delle palline e, una volta intinto il dito indice nell’olio, affondarlo nel centro di ogni pallina, farlo roteare un poco, ma non troppo, fino ad ottenere una ciambella dal diametro di circa 20 cm. Infornare a 250º (a forno caldo) per circa venti minuti in una teglia ben imburrata. Alt! Mi son dimenticata: prima di infornare è indispensabile eseguire con la massima cura la famosa spennellatura che consiste nello stendere, con un pennello, dell’uovo sbattuto sulla superficie del Ciambellino.
Ora, il mio dovere l’ho fatto: gli ingredienti ce li avete, la guida pratica di esecuzione anche. Non vi resta che provare! Lo dico sottovoce per non farmi sentire dalle povere signore che ho intervistato: io voglio proprio provarci a farli questi mitici Ciambellini, ma dovrò utilizzare il forno elettrico! Mi auguro che possano essere buoni lo stesso. Di sicuro non saranno come quelli cotti con tutte le accortezze del caso nel forno a legna, ma faccio sempre in tempo a venire alla festa e farne una buona scorta, no?


PROGRAMMA GENERICO


Venerdì 17 aprile
ore 21.00 – L’Angolo del Ghiotto
Serata informalmente culturale con “inzuppata” di Ciambellino d.o.c.r. (denominazione di origine controllata rigomagnese)


Sabato 18 aprile
ore 20.00 – L’Angolo del Ghiotto
Serata formalmente gioiosa... e gustosa con la presenza garantita del mitico Ciambellino di Rigomagno.
In accompagnamento si prevede:
Timballo caldo di carciofi insalata di prezzemolo e pinoli
Tagliatelle al sugo di piccione
Risotto all’ortica
Faraona alla creta con patate arrosto
Tortino caldo al cioccolato con salsa all’arancia
Ciambellino
Tutto compreso (naturalmente col vino bono) 25 euro | prenotazione obbligatoria


Domenica 19 aprile
ore 10.00 – Santa Messa con Benedizione dei Ciambellini
ore 15.00 – Distribuzione gratuita del Ciambellino
ore 16.00 – Musica come si faceva una volta in campagna
ore 16.30 – Merenda in piazza con prodotti sani e genuini
Per tutto il pomeriggio negli antichi forni a legna del borgo, si cuociono i Ciambellini
ore 20.00 – L’Angolo del ghiotto:
“Cena del dì di Festa” che consiste in una serata all’insegna dell’improvvisazione, ma che, in ogni caso, i sani appetiti dovrebbero essere rispettati visto che la “Magna Carta” ripete il menu del sabato [vedi sopra, tutto uguale]:
Tutto compreso (naturalmente col vino bono, se è avanzato dalla sera prima sennò si aggiunge un po’ d’acqua) 25 euro
prenotazione obbligatoria


Introduzione al Ciambellino per neofiti da neofita >La sequenza fotografica di questa pagina è stata volutamente montata in modo sbagliato perché la "creazione" del Ciambellino è segreta, e quindi cerchiamo di confondere le idee mica siamo fessi.


... per esempio, poi non diaciamo altro, la foto di sinistra mostra il guardiano del forno, armato di alabarda spaziale: i segreti sono segreti... ad ogni buon conto il ciambellino, quando esce dal vetusto forno a legna, riscaldato da un mix di legni diversi, (... non si può dire altro), è una vera Opera d'Arte!


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