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Tra gli eventi del programma natalizio di Castiglion Fiorentino, trova posto anche la pittura con la personale di Vincenzo Martini “Nobiltà del borgo”, curata dalla castiglionese Franca Livi Limoni. Per comprendere l’opera di Martini é necessario ricostruire le aree culturali di cui é partecipe, ovvero quelle umbre e in particolare spellane. Proprio a Spello infatti esiste una scuola pittorica, e naif in particolare, composta da individualità molto diverse fra loro, che ha permesso a Martini di maturare un amore per la pittura, fino ad allora nascosto. La sua pittura ci conduce nelle strette vie di Spello, Gubbio, Assisi, Perugia, Gualdo Tadino con le connotazioni architettoniche di quella inconfondibile Umbria medievale dove le case si arroccano le une sulle altre, con le antiche chiese, fontane, archi, piazze, torri, mentre tutto intorno solo campagne, con lo sguardo che finisce e spazia sui campi, sulle coltivazioni ordinate e su quelle uniche montagne.Martini non ha studiato disegno, né architettura, né scenografia, né i suoi lavori sono opera di lunghe e sofferte meditazioni, ma solo l'atto istintivo di un bel sogno. Nelle sue opere tutto si svolge in una quotidiana atmosfera di gioco e nelle varie scene paesane c'é l'intenzione di trasmettere allo spettatore il lento andare delle cose, il cambio delle stagioni, il tutto dominato da una palese nostalgia, da una ricostruzione di un ponte tra il presente e il passato.Quindi si può parlare di una profonda vocazione ecologica, con il rifiuto della società attuale e con tante nostalgie per quella umanistica e patriarcale.
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