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118: la “non proposta” delle minoranze danneggia i castiglionesi

Le minoranze di Castiglion Fiorentino sulla vicenda del 118 hanno dimostrato che non gli importa niente della salute dei castiglionesi, l’importante è riempirsi la bocca di parole.
E’ la prima volta nella storia dei Comuni italiani che da parte di una minoranza viene richiesta la convocazione del Consiglio Comunale e poi non si porta nemmeno una proposta in votazione. Di solito, quando si chiede una riunione, si hanno cose da dire e proposte da fare, specialmente sulla questione della sanità, che è un tema così sentito dai nostri cittadini. 
Abbiamo invece assistito ad una recita a soggetto, dove c’era chi sosteneva che ci volevano tre ambulanze col medico a bordo, chi voleva rimandare tutto alle decisioni del Direttore Generale, chi ne faceva una questione di costi, chi di efficienza, chi invece parlava della Casa della Salute: una confusione totale. Siamo arrivati al punto che alcuni Consiglieri di minoranza hanno sostenuto che la cosa migliore era mantenere la situazione attuale, dimenticandosi che fino ad una settimana fa proprio loro facevano fuoco e fiamme contro l’organizzazione del 118, bollandola come pericola e rischiosa per i cittadini.
Eppure la maggioranza era ben disposta ad accogliere suggerimenti dell’opposizione. Il Sindaco ha infatti dichiarato che sulla sanità il solo voto della maggioranza non basta perché non bisogna divedersi su argomenti così importanti. Il Sindaco ha inoltre sottolineato come un voto contrario al progetto dell’Assessore alla Sanità avrebbe significato un indebolimento del Comune di Castiglion Fiorentino. La proposta “Sereni” prevede infatti tre ambulanze con infermieri specializzati sul territorio, un’ambulanza di supporto ed un’auto medica con infermiere e medico in grado di intervenire rapidamente sul territorio. Questo progetto non solo è migliorativo della situazione attuale, ma offre tutte le garanzie necessarie di tempestività ed efficienza.
Quindi, il Sindaco ha sottolineato come un voto negativo – anche di una sola parte del Consiglio - sarebbe stato un aiuto indiretto a chi vuole togliere il personale medico dalle ambulanze e sostituirlo solo con i volontari: infatti in assenza di proposte alternative andrà avanti il progetto della Asl. Da qui il richiamo del Sindaco Brandi alla responsabilità istituzionale di maggioranza e minoranza. Brandi ha inoltre sottolineato che se c’è accordo sul fatto che le cose così come sono non vanno, come è apparso dalla discussione in Consiglio, non si capisce poi perché alla fine ci si debba differenziare sul voto.
Questa grande disponibilità ha colto impreparati i Consiglieri di centro destra, i quali hanno chiesto di sospendere il Consiglio Comunale per prendere una decisione su come votare. Hanno prevalso – purtroppo - le spinte estremiste di chi non vuol bene alla nostra città, ma guarda solo al proprio piccolo tornaconto.
Il problema della minoranza è che – tranne alcune rare eccezioni – non ha una visione di governo, non guarda cioè al futuro e così facendo si condanna a un ruolo subordinato e sterile. 

L’Amministrazione Comunale
Proposta sul 118: prima di criticare, bisogna capire

La proposta sulla riorganizzazione del servizio 118 è stata elaborata dall’Amministrazione Comunale di Castiglion Fiorentino per dare il contributo della nostra Città su un tema così fondamentale della Valdichiana.

L’attuale organizzazione territoriale dell’emergenza – da noi non condivisa fin da quando fu prospettata - è attualmente garantita da due ambulanze con medico a bordo che turnano su tre comuni (Cortona, Castiglion Fiorentino e Foiano). Ne consegue che un giorno su tre, un comune con la sua zona di pertinenza rimane privo dell’ambulanza con medico.
Non è vero che non si conosce quale sia l’obiettivo finale della Asl, più volte è stato detto che si prevede per la Valdichiana un’auto medica e tre ambulanze con soccorritori volontari.
Questo tipo di organizzazione non ci convince. La nostra proposta è che in Valdichiana venga realizzata una rete dell’emergenza che offra più garanzie di quella attuale.
La proposta è quella di istituire tre ambulanze, adeguatamente attrezzate per il soccorso, equipaggiate con autista, due soccorritori del volontariato ed un infermiere professionale altamente qualificato. All’ospedale della Fratta un’auto medica, molto più veloce dell’ambulanza con infermiere e medico.
Nell’elaborare la proposta, l’Amministrazione non ha inventato nulla, ha valutato progetti ormai collaudati da Regioni del centro e del nord Italia. La nostra è una proposta aperta alla discussione e al confronto, siamo però convinti che questo progetto in quanto ad efficacia e sicurezza è superiore rispetto a quello che attualmente esiste.
Le minoranze di Castiglion Fiorentino si avventurano in aspetti tecnici cercando di sminuire la portata della nostra idea. In realtà le cose stanno in maniera diversa.
Il successo di un intervento di soccorso è garantito dalla tempestività con cui viene fatto, dalla capacità di mettere in atto alcune manovre di rianimazione e dalla rapidità  con cui si arriva in  ospedale. La nostra proposta risponde a queste esigenze. Non è necessario (e fra l’altro è impossibile) fare una diagnosi accurata nel  posto. La diagnosi appropriata verrà fatta in ospedale. Nel territorio servono figure professionali altamente qualificate che abbiano la competenza e la copertura legale per affrontare casi altamente critici e per sostenere con farmaci e macchinari le funzioni vitali.
La nuova figura dell’infermiere professionale risponde a questo. L’infermiere può riconoscere e trattare nel posto  con manovre e farmaci, secondo protocolli prestabiliti, quelle patologie (fra l’altro pochissime) che necessitano di un trattamento tempestivo ed immediato, coadiuvato sempre dalla centrale operativa (in quanto dall’ambulanza è possibile inviare in ospedale i parametri vitali del paziente) e dal medico dell’auto medica che arriverà se necessario contemporaneamente o poco dopo l’ambulanza infermierizzata. L’intervento dell’infermiere determinerà sicuramente un minor utilizzo del medico e la sua completa disponibilità nei casi veramente critici.
Chiaramente, il sistema proposto potrà poi essere ulteriormente sviluppato, così come dovrà essere garantita la completa copertura delle telecomunicazioni, nulla può essere lasciato al caso. Riguardo alla telemedicina, vorremmo far presente alle minoranze che essa esiste ormai da tempo e non è certo una nostra invenzione.
Per quanto infine attiene alla Casa della Salute, la nostra proposta non ne modifica il progetto finale, in quanto la Casa della Salute rappresenta ad oggi la postazione di partenza delle ambulanze dell’emergenza.

Ferruccio Sereni
Assessore alla Sanità


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