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Home » News » "Artexit 06

Dal 26 agosto - 23 settembre 2006
Orario: 10.30 – 13.30 / 14.30 – 18.00

Entrata oramai nella tradizione espositiva della Fortezza Medicea la rassegna ARTEXIT, presenta nei prestigiosi locali sin dalla prima edizione del 2003, si caratterizza, anche in questa occasione, per accomunare artisti, tutti votati all’arte astratta e non strettamente figurativa, ma di diverse esperienze, curriculum, espressività e poetiche, riuniti in un percorso che, avente come base la qualità ed il valore dei lavori, ritrova le suggestioni, i temi e le problematiche di una forma comunicativa in continua evoluzione, in perenne cambiamento, in incessante ricerca.
ALBERTO ASTOLFI: Si muove con abilità, destrezza e grande capacità tecnica nel misterioso ed inidentificato mondo dell’inconscio e dell’inconsapevole dal quale sa trarre immagini, apparentemente legate alla natura, che ritraggono fitte vegetazioni, uomini e oggetti che non sono altro che simbolizzazioni di stati mentali, luoghi del proprio sentire surreale e sognante, figurazioni in cui il gesto, piuttosto che l’idea, fa cambiare gli scenari; sembrano racconti di città e paesaggi avventurosi e fantastici bloccati in una sorta di precarietà che neppure certe accensioni coloristiche riesce a dissipare.
MARCO CELOTTI: La pregnante tecnica di questo artista, unita ad una qual certa inusualità delle immagini dipinte, sa catturare lo sguardo dell’osservatore attraverso l’emozione delle cose che si compenetra con quella dello spazio e della forma compositiva; i colori, orchestrati su variegate tonalità, tutte limpide e quasi rilassanti, sono capaci di condurre la visione in una allusiva sintesi di sensazioni, cromie e accensioni luministiche, il tutto senza enfasi descrittiva  ma anzi in una dimensione dove gli oggetti e le cose appaiono essenziali, quasi forme geometriche colte nella loro intrinseca potenza espressiva.
ANNA GHISLENI: Pittrice dalla non comune potenza espressiva, che riesce ad estrinsecare in virtù di una tecnica lucida e personale, si dimostra particolarmente sensibile e attenta all’esplorazione della luce e dei suoi innumerevoli riflessi e manifestazioni, tanto che i suoi lavori si sanno distinguere per l’eleganza stilistica della composizione e per l’acuta e quasi sorprendente interpretazione del colore; è da rilevare, anche, l’empito di una particolare fantasia espressiva che riesce a cogliere con percezione istintuale ed immediata le tensioni e le sfumature del sentimento e dell’essere.
PIERLUIGI RUGIANO: Sono una sincera festa della pittura i lavori di questo interessante artista che usa un linguaggio di grande dinamicità che non conosce staticità, ma solo moto e azione; è una sorta di pittura in movimento in cui tutto viene rimandato al primordiale caos, da cui tutto trasse origine; è una sorta di magma bollente e pulsante dove i moti della sua anima, del suo essere, del suo sentire, del suo comunicare sono contemporaneamente presenti e attivi in un aggregarsi di umori, concetti e visioni che sono il suo alfabeto palpitante, carico di creatività e di intensa voluttà.
GIANVINCENZO SANTUCCI: Questo giovane scultore riesce, con singolare e preziosa tecnica, a dar vita ad una realtà concettuale che, è trattenuta, composta e nascosta entro le forme plastiche, più o meno volutamente, abbozzate; qui la materia non rappresenta ma allude; diventa cioè simbolo, emblema, segno, in modo tale da riuscire a stimolare le capacità osservative ed intuitive dell’osservatore, al punto che i nuovi spazi, diverse dimensioni, alternative superfici si aprono all’immaginazione e al sogno, in un mondo che è riscoperto ed interpretato con sicuro piglio.
EDOARDO STRAMACCHIA: Il nitore, la trasparenza della tecnica pittorica di questo importante artista, riescono a dare all’immaginazione dell’osservatore una sua traccia che lo conduce oltre la realtà visibile, con inquadrature che probabilmente testimoniano il ricordo di antiche civiltà o simulano l’avvento di futuribili culture, il tutto in un tessuto policromo che si presenta con improvvise modulazioni e particolari effetti, come in una vibrante visione fatta di segni colorati che fluttuano, si incrociano, interagiscono e si personalizzano in varie dimensioni, proponendo una improbabile immobilità dove è il gioioso ritmo a stimolare i moti dell’animo.

 


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