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Home » News » Artusi in crescita

Per l’istituto professionale alberghiero Artusi della città termale i guai non finiscono
mai. Il futuro si profila positivamente dato che la Provincia sta costruendo la nuova
sede in località Rinascente di questa scuola superiore che ha un grandissimo successo e
fa registrare ormai da anni un boom di iscritti – quest’anno sono un centinaio, ben
cinque le prime classi. All’Artusi, che fa parte del polo scolastico chiusino Einaudi
Marconi, i ragazzi sono stati in autogestione.


Intanto il Comitato studentesco ha inviato una lettera a tutti i Sindaci della zona, al
presidente della provincia Ceccherini ed al dirigente regionale per la Toscana Paradisi,
oltre che alle organizzazioni sindacali per lamentare l’ultimo problema subentrato in
ordine di tempo – il taglio del 48% dei finanziamenti governativi - in una scuola che
lamenta croniche carenze relative allo spazio, tanto che alcune aule sono state
trasferite all’ex ospedale in via Vesuvio, una delle tante lotte portate avanti dalla
dirigente professoressa Rita Fiorini che si appresta i primi di dicembre a presentare i
progetti della scuola proprio presso la sede dell’Artusi. “Siamo gli studenti dell’Ipssar
Artusi –scrivono ad istituzioni ed enti invitandoli a partecipare ad un tavolo di
confronto e discussione- ed in seguito ad un’assemblea di istituto vogliamo richiamare
l’attenzione sui problemi della nostra scuola. Siamo consapevoli del fatto che tutte le
scuole attraversano un momento di difficoltà, tuttavia i problemi del nostro istituto
risultano sicuramente più gravi e del tutto particolari” Il problema dei ragazzi è
che “il taglio di risorse effettuato dal Governo non permette di realizzare la cosiddetta
Area Professionalizzante, ovvero tutte le attività di carattere teorico pratico che ci
consentono di entrare nel mondo del lavoro dotati di competenze ed esperienze
specialistiche”. Sostanzialmente non ci sono i soldi per pagare i consulenti e gli
esperti esterni che potrebbero dare un contributo di alta specializzazione ai ragazzi. E
gli studenti, Sebastian, Susanna, Alessio e Adriano raccontano di come per le
esercitazioni di cucina si vada ormai a fare la spesa alla Coop, con un occhio alla spesa
e uno al risparmio, quindi poco pesce perché costa troppo. “Abbiamo la massima
solidarietà da parte della nostra dirigente, ma anche lei di fronte ai tagli governativi,
cosa può fare di più?” ci dicono gli studenti.


L’assurdità è che da un lato per lo Stato l’area professionalizzante è obbligatoria,
dall’altro lo Stato non da i soldi per realizzarla. E continua la lettera di invito al
conronto degli studenti che per il momento hanno ricevuto offerte di aiuto pratico dalla
Cgil “Riteniamo che la nostra scuola sia una risorsa importantissima per il territorio
visto che è l’unica della nostra provincia a formare giovani che opereranno
professionalmente in un settore strategico per la nostra zona come quello turistico
alberghiero”. Da qui l’invito al tavolo di confronto per “delineare possibili strategie
per il superamento delle nostre difficoltà e per contrastare questa ormai evidente
intenzione del Ministero di smantellare l’istruzione pubblica ed in particolare quella
professionale”.

 

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