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Home » News » Primo anno di attività degli Ospedali Riuniti della Val di Chiana

Consiglio Comunale aperto a Montepulciano sul primo anno di attività degli Ospedali Riuniti della Val di Chiana: vivace confronto sui temi della programmazione politica e della gestione.

Come era prevedibile, il Consiglio Comunale aperto convocato dal Comune di Montepulciano per esaminare la situazione degli Ospedali Riuniti della Valdichiana (alias "Monoblocco di Nottola") ha fatto registrare un dibattito molto vivace tra le forze politiche presenti in consiglio ed anche alcuni interventi esterni. Il Sindaco Piero Di Betto, che ricopre anche il ruolo di Presidente della Conferenza dei Sindaci della Sanità della Val di Chiana, dopo aver ricevuto negli ultimi tempi alcune interrogazioni sul tema della sanità e della sua conduzione nel nuovo complesso ospedaliero, aveva preannunciato un seduta monografica del Consiglio alla quale avrebbero partecipato anche i "tecnici" ovvero le figure qualificate per rispondere a domande sulla gestione dei servizi, del personale etc. Così alla riunione sono intervenuti anche il Direttore Generale della USL 7 Roberto Malucelli ed il Coordinatore di Zona Franco Ceccarelli.

Quest'ultimo ha aperto la seduta presentando un'approfondita e ricca analisi dell'attività svolta dall'ospedale in questo primo anno, comparata con gli anni precedenti. Le cifre esposte dimostrano che la struttura sanitaria è viva e vitale, con un'attività in costante incremento che è semmai la causa di qualche problema di "crescita" al quale il management dell'azienda pone particolare attenzione.

Numerosi gli interventi successivi che hanno delineato i diversi orientamenti: dal Gruppo di Rifondazione Comunista, per voce del consigliere Paolucci, è giunta una forte critica verso una gestione della sanità considerata non adeguata alle esigenze della cittadinanza quando non addirittura carente; Paolucci ha ribadito una sua opinione già espressa e cioè che anche le responsabilità di carattere gestionale si devono far risalire agli amministratori locali e dunque alla classe politica. In chiusura del suo intervento il consigliere ha così invitato il Sindaco Di Betto a dimettersi dalla carica di Presidente della conferenza locale della sanità facendo veramente in questo modo gli interessi dei cittadini.

Dalla minoranza di centro destra (Forza Italia - CCD) sono state espresse invece forti perplessità sul futuro del "monoblocco", sulle sue prospettive, sull'esistenza di un progetto concreto di sviluppo. Sono stati rilevati presunti errori di programmazione di dimensioni macroscopiche ed inefficienze già nella fase di trasferimento degli ospedali locali. L' accento è stato posto anche sulla mancanza di reparti specialistici e sulla carenza di infermieri nonché sulla lunghezza delle liste di attesa per le prestazioni specialistiche.

Per la maggioranza di centro-sinistra il cons. Musso ha sottolineato che, nella sanità come nella Pubblica Amministrazione, il contenimento dei costi vuol dire abbattimento degli sprechi e che il confronto tra pubblico e privato non è un duello tra "il meglio ed il peggio" ma che è indubitabile che un Servizio Sanitario pubblico garantisca almeno a tutti i cittadini di accedere ai servizi per la salute. Dai banchi della maggioranza è intervenuto anche il cons. Valdambrini, medico di base, che ha affermato, tra l'altro, che "a livello locale mediamente abbiamo una buona sanità, i problemi di questo Ospedale sono solo di crescita ma che la struttura serve e deve essere utilizzata al massimo".

Con estrema attenzione l'assemblea ha poi seguito l'intervento del Direttore Generale Malucelli che ha anzitutto riferito il parere di un Ispettore inviato al Ministero del Tesoro secondo il quale il costo al metro quadrato degli ospedali Riuniti della Valdichiana si può definire da "record italiano". Malucelli ha poi affermato che il monoblocco (che è molto simile per concezione all' "Ospedale ideale" progettato dall'arch. Renzo Piano per il Ministero della Sanità) è una struttura duttile e flessibile con molti medici in più rispetto alla somma degli ospedali dai quali ha ereditato il servizio, con punte di crescita eccezionali nei settori specialistici dell' ortopedia e dell'oncologia. Rispondendo alle numerose domande sulle prospettive e sul futuro, il Direttore Generale ha delineato il ruolo che, nella rete della sanità regionale, andrà ad occupare questa struttura e cioè quello di "ospedale di base", che non deve necessariamente avere specialità di punta, cosiddetto di 1° livello, che sta in una rete di strutture per la sanità che si è programmata in modo cooperativo e non competitivo.

L'avvenire del monoblocco è dunque quello di essere ganglio di una cosiddetta "area vasta" che deve poter offrire tutte le risposte in materia di salute, dai servizi di base alla più alta specializzazione. La seduta si è chiusa con l'atteso intervento del Sindaco Di Betto che ha inizialmente espresso la propria perplessità di fronte ad argomentazioni che sembrano addirittura rimettere in discussione la funzione stessa del "monoblocco". Di Betto, dopo aver fatto notare che tutti gli atti della Conferenza dei Sindaci sono depositati presso i Comuni e disponibili per la consultazione di chi svolge attività istituzionale, ha ribadito che i problemi gestionali attengono alla competenza dei tecnici mentre ai Sindaci è demandato il compito di indirizzo, pianificazione e controllo. Ma per la programmazione, per le scelte di indirizzo occorrono dati oggettivi e non voci, illazioni, supposizioni che danno a certe affermazioni un carattere "terroristico" per gli effetti che hanno sull'opinione pubblica.

Pur non rispondendo direttamente alla richiesta di dimissioni, il Sindaco quanto un'azione attenta, una programmazione ben ponderata vadano effettivamente incontro agli interessi dei cittadini. Di Betto ha poi evidenziato una palese contraddizione in chi da un lato chiede di aumentare i servizi e contemporaneamente invoca una sanità meno cara: "O si mette in discussione la quantità o la qualità" - ha affermato Di Betto - "ma dal dibattito di stasera emerge chiara la necessità di mantenere un sistema sanitario pubblico". Quanto al rapporto tra pubblico e privato, Di Betto ha portato l'esempio della nuovissima Residenza Assistita per Anziani in cui si è realizzata una perfetta collaborazione tra questi due mondi.

Le inadempienze, i disservizi denunciati durante il dibattito saranno segnalati alle autorità competenti ma quello che manca in realtà è il dialogo, anzi una cultura del confronto aperto sul tema della sanità ed in chiusura Di Betto ha fatto appello a tutti affinché della salute si possa sempre parlare apertamente e senza pregiudizi.


 

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