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Il torrente Salarco

Nei secoli scorsi il torrente Salarco aveva un corso molto dissimile dall' attuale. Dalla carta del Ricasoli del 1551 si evince che nella parte finale era diviso in due rami uno dei quali entrava nella Chiana in prossimità dell' Osteria di Valiano.

Il torrente Salarco prima dell' incontro con il Foenna

Nei decenni successivi i detriti trasportati a valle modificarono sensibilmente l' alveo del torrente. In particolare nel tratto finale sfiorava la chiesa della Maestà del Ponte (già Madonna del Salarco) e tirava diritto fino ad incontrare la Chiana nei pressi delle Chiarine. Prima delle bonifiche compiute nel secolo scorso, infatti, le acque del lago di Montepulciano si estendevano a nord fino quasi al callone di Valiano dove prendevano il nome di "Chiarine" (e prima ancora di "piccolo Chiaro" o Chiarino) dove come detto ricevevano le acque del torrente Salarco oltre a quelle del Salcheto e degli altri rii minori.

La vasca di contenimento voluta dal Manetti tra le frazioni Abbadia di Montepulciano e Stazione
In una carta del 1733 si vede il Salarco deviato dal letto rettilineo di cui sopra che "colma" i terreni di un certo Sig.e Capitano Bellarmini nella fattoria di Acquaviva. In seguito alle periodiche inondazioni dei terreni adiacenti si decise di procedere alla sua inalveazione su argini pensili, di deviarne il corso verso N facendogli fare un' ampia curva e dopo un paio di Km di corso parallelo al canale Maestro di farlo confluire nello stesso solo dopo il congiungimento con il Foenna tra la Torre e il Porto. Fu l' ing. granducale Manetti nel 1846 nel corso delle opere da lui predisposte per la sistemazione del torrente Salarco a far costruire la cascata artificiale (di 6 metri di altezza) con la vasca sottostante.

Dalle sue memorie ricaviamo:

<< .. diviene indispensabile svolger la Foenna dal suo corso attuale nel piano di Bettolle per dirigerla verso l' Esse e riunirla con questo. Il Salcheto e la Parce potranno proseguire a versarsi nel Chiaro di Montepulciano; ma il Salarco bisognerà deviarlo dall' Abbadia e congiungerlo colla Foenna nel piano di Bettolle .. >>

Mentre negli statuti del comune di Montepulciano del 1337 a proposito del Salarco si dice:

Chiunque abbia una proprietà di fianco al Salarco [...] dovrà piantare e far crescere di fianco a questa acqua corrente quanti pioppi e salici e alberi gli sarà possibile, sotto pena di 100 soldi di multa a chi contravviene da comminare dal sindaco o dal notaio delle strade. E comunque dovranno essere piantate e fatte crescere le suddette piante. [...]

In figura sono riportate la zona tra il Ponte di Valiano e il Chiaro
di Montepulciano (da notare il vecchio letto del torrente Salarco)